Immigrati, straniero il 52,0% dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna

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(Sesto Potere) – Bologna – 21 agosto 2020 – Pubblicata la ventesima edizione del Rapporto annuale dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio in Emilia-Romagna. Tra i principali argomenti trattati: i dati demografici ed i flussi migratori in Emilia-Romagna, il mercato del lavoro, infortuni e malattie professionali, l’istruzione, servizi abitativi, servizi sociali e socio-assistenziali, la sanità ed i fenomeni di devianza

Per quanto riguarda quest’ultimo fenomeno si segnala che al 31.12.2018 negli Istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna i detenuti stranieri sono 1.850 e costituiscono il 52,0% del complesso dei detenuti.

Il dato figura in crescita rispetto al precedente anno.

Una quota in eccesso rispetto alla presenza degli immigrati residenti in regione che è pari al 12,3% della popolazione complessiva.

Le statistiche dicono che la consistente presenza di stranieri nelle carceri è fortemente influenzata da diversi fattori: la ridotta possibilità per i migranti di accedere alle misure alternative, la condizione giuridica, la maggiore incidenza delle misure cautelari in carcere.

Ma anche la presenza degli immigrati in carcere ha contribuito negli ultimi anni al sovraffollamento degli istituti penitenziari, problema evidente anche in Emilia-Romagna, con un indice di sovraffollamento (dato dal rapporto fra numero di presenze per 100 posti) pari a 126,7%.

Per italiani e stranieri, oltre alle notevoli differenze per condizione giuridica, si osservano profonde difformità anche per la durata della pena inflitta.

La quota percentuale di stranieri condannati a pene inferiori a un anno è sensibilmente superiore a quella degli italiani, sia a livello regionale che nazionale. Se si cumulano le condanne fino a due anni, in Emilia-Romagna si arriva a circa il 12% degli stranieri e circa il 6% degli italiani condannati. Pene superiori ai 10 anni, di converso, riguardano negli istituti emiliano-romagnoli circa il 42% dei detenuti condannati italiani e il 10,5% dei detenuti condannati stranieri.

Questo dato conferma che gli stranieri sono detenuti per reati di minore entità rispetto agli italiani e che la loro incidenza sulla popolazione detenuta complessiva è fortemente condizionata dalla limitata possibilità, ad esempio, di usufruire delle misure alternative.

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