Il settore bio ai tempi del virus: vita difficile per 2 aziende su 3

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ortofrutta bio

(Sesto Potere) – Roma – 11 giugno 2020 – La Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) ha promosso, con AiabFederBio  e  Assobiodinamica  un’indagine sull’impatto della pandemia da Covid-19 sul biologico.

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Al sondaggio – si legge in una nota di FederBio, la federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo – hanno risposto oltre 400 aziende di cui il 73% è stata investita dalla crisi legata alla pandemia. In termini di liquidità, per oltre due aziende su tre, la tenuta economica è al massimo di tre mesi.

I produttori legati ai canali di distribuzione, che richiedono maggiore mobilità delle persone, come la vendita diretta in azienda o come il settore alberghiero e tutte le forme di ristorazione, sono sicuramente i più colpiti.

Un impatto significativo è dovuto anche alla chiusura dei mercatini e delle fiere, fondamentali per il 24% degli intervistati.

Il 16% delle aziende si avvale dell’e-commerce, ma solo i gruppi più grandi hanno la capacità di riconvertirsi in questa modalità di vendita.

Inoltre, risulta inaccettabile il divario tra le vendite nella grande distribuzione, aumentate di oltre il 20% e le difficoltà che stanno vivendo gli operatori, evidenziate dall’indagine Firab.

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