Il presidente della Regione Lombardia Fontana indagato per «frode in pubbliche forniture»

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(Sesto Potere) – Milano – 25 luglio 2020 – Il presidente leghista della Regione Lombardia Attilio Fontana è stato iscritto dalla Procura di Milano nel registro degli indagati.

Fontana

Per lui l’accusa formulata dai magistrati è di “frode in pubblica fornitura” , sarebbe coinvolto secondo la procura nella vicenda della vendita alla Regione, da parte dell’azienda Dama Spa (di proprietà del cognato di Fontana, Andrea Dini, e al 10 per cento della moglie dello stesso Fontana, Roberta) di 75.000 camici e 7.000 set sanitari, per 513 mila euro, nelle settimane dell’emergenza Covid19, una fornitura finita sotto la lente di inchieste giornalistiche (Report, ndr) per il sospetto di conflitto di interessi.

Si parlerebbe – secondo le prime ricostruzioni giornalistiche dell’Ansa e del Corriere della Sera – di un versamento poi bloccato e trasformato in donazione per un ammontare di 250 mila euro da un conto in svizzera  alla stessa Dama Spa per rifondere alla società gran parte del mancato guadagno.

 “Duole conoscere questo evento, con le sue ripercussioni umane, da fonti di stampa. Sono certo dell’operato della Regione Lombardia che rappresento con responsabilità”: ha scritto su Facebook lo stesso governatore Attilio Fontana.

 E l’europarlamentare del Pd ed ex assessore a Milano Pierfrancesco Majorino  sempre con un post su Facebook afferma: Scusate se non mi accodo alle diplomazie di circostanza. Per me Fontana se ne deve andare. È palesemente inadeguato, ha gestito malissimo la sanità in questi mesi drammatici e su di lui si allungano ombre significative che dicono – quantomeno – di un sistema poco trasparente. Non mi interessa nemmeno l’eventuale responsabilità penale. Non mi faccio dettare l’agenda dai giudici che fanno il loro e a volte sbagliano pure. Parlo di politica e fallimenti ed enormi preoccupazioni per i prossimi mesi.

Su Twitter, invece,  Matteo Salvini , leader della Lega, prende le difese di Attilio Fontana: “”indagato” perché un’azienda ha regalato migliaia di camici ai medici lombardi. Ma vi pare normale? La Lombardia, le sue istituzioni, i suoi medici, le sue aziende e i suoi morti meritano rispetto. Malagiustizia a senso unico e “alla Palamara”, non se ne può più”.

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