(Sesto Potere) – Forlì – 15 novembre 2021 – Il WWF di Forlì-Cesena – attraverso un comunicato – esprime la propria solidarietà alle popolazioni locali dell’appennino tosco-romagnolo che si oppongono all’ impianto eolico di Monte Giogo di Villore, che dovrebbe sorgere nel comune toscano di Dicomano, nel Mugello, ma vicino al confine con il comune romagnolo di Portico – San Benedetto, nei pressi dell’Acquacheta.

Un progetto ritenuto dall’associazione ambientalista: “incompatibile dai punti di vista naturalistico, paesaggistico, di produzione elettrica (assolutamente bassa), viabilistico, acustico, con il contesto abitativo, lavorativo ed ambientale circostante”.

Cascata dell’Acquacheta

Alberto Conti, Presidente del WWF Forlì-Cesena, (nella foto in alto), elenca i motivi della contrarietà al progetto: “La dimensione enorme delle otto torri reggenti e delle pale, altezza totale di cadauna pari a 170 mt di altezza (quella di un grattacielo di 55 piani!), con la necessità per ciascuna di un’ ampia superficie di installazione (ogni piazzola sarebbe quasi pari alla grandezza di un campo da calcio), con scavi profondi fino a 15 mt per realizzare i plinti di fondazione (per ognuno circa 700 mc di calcestruzzo armato) delle torri; il calcestruzzo prodotto in loco, con centrale di betonaggio in quota e trasporto dei materiali con enormi camion, uno ogni 5 minuti, su e giù per un pendio al 28% di pendenza, con un disturbo causa polveri, gas di scarico e rumore, assai impattante sugli abitanti dei comuni e delle frazioni di passaggio e limitrofe; un insostenibile rumore dato dalla rotazione delle future pale, con una ventosità reale pari al 60% di quella accreditata dalla ditta proponente, che tra l’ altro non ha voluto render pubblica la relazione anemologica”.

Secondo WWF Forlì-Cesena il rapporto costi-benefici del progetto è “assurdamente alto”.

“Tutto questo a chi giova? Solo al privato che vuole investire avvalendosi degli incentivi pubblici, messi a carico della collettività tramite le bollette. Profitti privati, danni alla collettività, impatto ambientale devastante. Questo impianto non s’ha da fare”: è il commento finale di Alberto Conti.

L’eventuale “via libera” all’opera dovrebbe essere concesso dalla Conferenza dei servizi, l’organismo istituito dalla Regione Toscana, che sarà convocata il prossimo 30 novembre.