Il 14% del cibo finisce nella spazzatura, rapporto “Food&waste around the World”

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(Sesto Potere) – Bologna – 29 settembre 2021 – Presentato ieri il 1° Rapporto globale sul rapporto fra cibo e spreco: un’indagine firmata da Waste Watcher, International Observatory on Food & Sustainability, realizzata in 8 Paesi: Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Cina, con la compilazione di un questionario in 20 domande per un totale di 8.000 cittadini coinvolti. 

L’occasione: la 2^ Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, con la campagna “Spreco Zero” di Last Minute Market promossa da Ipsos e Università di Bologna,  il primo Cross Country Report dedicato a “Food & Waste around the World”, con un confronto incrociato sulle abitudini di acquisto, gestione e fruizione del cibo a livello planetario.

Relatori italiani alla  Giornata internazionale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari saranno il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli e il fondatore della campagna Spreco Zero Andrea Segrè, ordinario di Politica Agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna e direttore scientifico Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability. Sono intervenuti anche: Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos e Matteo Vittuari, Università di Bologna-DISTAL, coordinatore Cross Country Report.

Andrea Segrè

Ogni anno il 14 %  circa dei prodotti alimentari va perso in tutto il mondo prima di raggiungere il mercato. Il valore annuo delle perdite alimentari è pari a 400 miliardi di USD, equivalenti al PIL dell’Austria. A ciò si aggiungono gli sprechi alimentari, che si consumano a livello di distribuzione e commercializzazione del cibo, così come – in gran parte – nelle nostre case. Dal punto di vista dell’impatto ambientale, le perdite e gli sprechi alimentari sono responsabili dell’8 % delle emissioni globali di gas a effetto serra.

Le perdite alimentari si verificano nel tragitto tra il campo e la vendita al dettaglio (esclusa), mentre gli sprechi alimentari si osservano a livello di vendita al dettaglio e di consumo (servizi di ristorazione e nuclei familiari). Fra le cause del fenomeno si annoverano i vizi di manipolazione, l’inadeguatezza delle modalità di trasporto o immagazzinamento, l’assenza di capacità lungo la catena del freddo, condizioni atmosferiche estreme, l’esistenza di norme di qualità sull’aspetto esteriore fino all’assenza di capacità di pianificazione e competenze culinarie tra i consumatori.
In sostanza, se si riducessero le perdite o gli sprechi alimentari si potrebbe garantire maggiore disponibilità di cibo per i cittadini del mondo, verrebbero ridotte le emissioni di gas a effetto serra, si allenterebbe la pressione sulle risorse naturali e si potenzierebbero la produttività e la crescita economica.

In ragione di queste considerazioni è stata introdotta nel 2020 dall’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) la Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, in calendario oggi. Nel 2020 la Giornata è stata celebrata in un contesto fortemente aggravato dalla pandemia covid-19, che tuttora minaccia la sicurezza alimentare per milioni di persone sulla terra, mentre continuano ad avanzare i cambiamenti climatici, i flussi migratori, le questioni legate a fame, malnutrizione, povertà vecchie e nuove.

«L’indagine di Waste Watcher International “Food & waste around the world”, primo Cross Country report mai realizzato – ha spiegato il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, docente di politica agraria internazionale all’Università di Bologna – vuole contribuire a tracciare una “istantanea” dei cittadini del mondo e delle loro abitudini, per contribuire alla sensibilizzazione globale e a una indifferibile svolta culturale nei comportamenti del quotidiano sul tema spreco alimentare. Una questione che i cittadini ma anche e soprattutto le governance del pianeta devono affrontare in modo strutturale, all’alba del Terzo millennio».

Perché è importante ridurre le perdite e gli sprechi alimentari? A livello globale, circa il 14% del cibo prodotto viene perso tra il raccolto e la vendita al dettaglio, mentre si stima che il 17% della produzione alimentare globale totale vada sprecato: l’11% nelle famiglie, il 5% nel servizio di ristorazione e il 2% nella vendita al dettaglio. La perdita e lo spreco di cibo minano la sostenibilità dei nostri sistemi alimentari. Quando il cibo viene perso o sprecato, tutte le risorse che sono state utilizzate per produrre questo cibo – inclusi acqua, terra, energia, lavoro e capitale – vanno sprecate. Inoltre, lo smaltimento delle perdite e dei rifiuti alimentari nelle discariche, porta a emissioni di gas serra, contribuendo al cambiamento climatico.

La perdita e lo spreco di cibo possono anche avere un impatto negativo sulla sicurezza alimentare e sulla disponibilità di cibo e contribuire ad aumentare il costo del cibo. I nostri sistemi alimentari non possono essere resilienti se non sono sostenibili. Ne deriva la necessità di puntare sull’adozione di approcci integrati capaci di ridurre le perdite e gli sprechi alimentari. Sono necessarie azioni a livello globale e locale per massimizzare l’uso del cibo che produciamo. L’introduzione di tecnologie, soluzioni innovative e buone pratiche per garantire la qualità del cibo e ridurre le perdite e gli sprechi alimentari – incluse le piattaforme e-commerce e i sistemi mobili di trasformazione degli alimenti a scomparsa – sono fondamentali per attuare questo cambiamento trasformativo.

Abbiamo solo 9 anni per raggiungere l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030, dedicato ai modelli sostenibili di produzione e di consumo, e in particolare il target 12,3, che mira a dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari e ridurre le perdite di cibo nella produzione: per questo dobbiamo accelerare e ottimizzare le azioni che ci porteranno a ridurre le perdite e lo spreco alimentare. Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è essenziale in un mondo in cui il numero di persone colpite dalla fame è in lento aumento dal 2014 e ogni giorno tonnellate e tonnellate di cibo commestibile vengono perse e/o sprecate.