I sindaci di Tredozio, Premilcuore e Portico: “Prima degli alberi le infrastrutture”

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(Sesto Potere) – Tredozio – 4 luglio 2020 – Quattro milioni e mezzo di alberi in più nei prossimi cinque anni, uno per ciascuno dei suoi abitanti, per fare diventare l’Emilia-Romagna il “corridoio verde” d’Italia. Una nuova pianta per ogni residente, a partire dalle prime 500 mila che saranno piantate già quest’anno e che cresceranno nei giardini privati e delle scuole, in aree pubbliche e private e che si vanno ad aggiungere alle 200 mila annuali che già la Regione distribuiva tramite i propri vivai.

Simona Vietina

Questi i punti di un nuovo piano – sostenuto da un maxi-finanziamento di 14,2 milioni di euro che la Regione si impegna a mettere in campo fino al 2024, con la prima tranche da 1,6 milioni di euro immediatamente disponibile – presentato nei giorni scorsi nel corso di una videoconferenza dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo.

Una proposta a cui l’on. Simona Vietina, sindaco di Tredozio, Maurizio Monti, sindaco di Portico e San Benedetto, e Ursula Valmori, sindaco di Premilcuore, hanno risposto oggi con una lettera aperta indirizzata all’assessore  Priolo: “abbiamo ricevuto il suo invito alla giornata di presentazione del progetto regionale “Quattro milioni e mezzo di nuovi alberi”. Siamo certi che questa iniziativa è mossa dalle più nobili intenzioni, non ultima quella di “tutelare e valorizzare il paesaggio, accrescere la qualità della vita e rendere più attrattivo il territorio” come si legge nel cortese invito che ci è stato rivolto. Obiettivi ambiziosi che, in linea generale, ci sentiamo di condividere: i comuni montani della nostra Regione rappresentano luoghi di eccellenza e grande fascino spesso sconosciuti agli stessi abitanti dell’Emilia Romagna e ben vengano, quindi, iniziative che possano promuoverne lo sviluppo, migliorare la qualità della vita di chi ci abita e incentivare il flusso turistico verso destinazioni meno note ma non per questo meno meritevoli di scoperta.

Tuttavia ci sentiamo in dovere, prima della giornata di Bobbio, del prossimo 26 settembre, di invitarla a visitare i nostri comuni, le nostre colline, i nostri territori affinché possa toccare con mano le reali priorità imprescindibili affinché le nostre comunità continuino a esistere e si arresti il costante spopolamento affiancato all’emorragia di imprese e attività produttive che caratterizza i comuni montani.

Ursula Valmori, sindaco di Premilcuore

Perché gli alberi sono una buona idea, non lo mettiamo in dubbio, ma crediamo che debbano essere prima incentivati i servizi: nei comuni montani la posta viene consegnata a giorni alterni e le banche chiudono e costringono i nostri concittadini a fare decine di km per effettuare una semplice operazione allo sportello. Non va meglio sul fronte, ad esempio, della rete fognaria e degli acquedotti: gli interventi di ampliamento della rete e i nuovi allacci non vengono neppure calendarizzati da Atesir perché troppo costosi rispetto al numero di residenti di tante piccole frazioni. Ma il risultato, quando la natura decide di colpire i nostri territori, diventa disastroso, come nel caso dell’alluvione del 2014.

Prima degli alberi, che pure sono un intervento importante, crediamo dovrebbe essere affrontato anche il tema delle infrastrutture: dalle strade provinciali che, spesso trascurate, si sono trasformate in vere e proprie “strade bianche”, a quelle digitali che, attualmente inadeguate, rendono difficile sia la sopravvivenza delle attività produttive che lo sviluppo di nuova imprenditorialità (settore che, peraltro, avrebbe davvero bisogno di una profonda defiscalizzazione e un concreto piano di rilancio regionale).

La montagna, spettabile assessore, ha bisogno di molte cose per continuare a sopravvivere. Ci venga a trovare, tocchi con mano la nostra quotidianità e le sfide che i nostri territori, i nostri concittadini e noi come amministratori affrontiamo quotidianamente. Sediamoci a un tavolo, stabiliamo le priorità e gli interventi urgenti. Poi parleremo anche di alberi”.

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