Gruppo Iren, ok a risultati 2020

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(Sesto Potere) – Reggio Emilia, 26 marzo 2021 – Il Consiglio di Amministrazione di IREN S.p.A. ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2020.

Renato Boero, Presidente del Gruppo ha dichiarato: “Il 2020 è stato un anno caratterizzato sia da una crescita organica pari a 40 milioni di euro sia da importanti operazioni di M&A come I.Blu e Unieco che, contribuendo per ulteriori 11 milioni di euro all’Ebitda, ci hanno consentito di estendere i servizi ambientali a nuovi territori e diventare il primo operatore nella filiera della plastica in Italia. Oltre 350 milioni di euro sono stati investiti su progetti inerenti la multi-circle economy, evidenziando l’attenzione che il Gruppo dimostra nei confronti dell’ambiente e dei suoi territori e garantendo un importante sostegno in un periodo di estrema complessità”.

“I risultati appena approvati evidenziano la solidità del modello di business e l’efficacia della strategia del Gruppo che, al netto degli elementi straordinari, ha registrato un Ebitda superiore alle aspettative e in crescita di 49 milioni.” – ha commentato Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato del Gruppo che ha poi aggiunto – “Nel 2020 l’azienda ha ulteriormente ampliato i territori in cui opera, assumendo a tutti gli effetti un respiro nazionale
sia in termini di presenza industriale che commerciale. Inoltre, la forte spinta sugli investimenti, pari a 685 milioni di euro, consente di confermare il raggiungimento degli obiettivi strategici declinati nell’ultimo piano industriale e di proporci con un ruolo da protagonista nel programma di ripresa economica post pandemia che coinvolgerà il Paese”

GRUPPO IREN: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2020
I Ricavi consolidati del 2020 si attestano a 3.725 milioni di euro, in diminuzione del -12,8% rispetto ai 4.275 milioni di euro dell’esercizio 2019. La flessione dei ricavi è da ricondursi principalmente al calo dei prezzi delle commodities energetiche, alla riduzione dei volumi venduti di energia elettrica anche in relazione al lockdown dovuto al Covid-19, alla riduzione delle vendite di gas e di vendita di calore per il teleriscaldamento dovuta all’inverno mite, nonché alla minore energia elettrica prodotta dagli impianti del Gruppo.
Il Margine Operativo Lordo (Ebitda) è pari a 927 milioni di euro, in aumento del +1,1% rispetto ai 917 milioni di euro dell’esercizio 2019. L’esercizio 2019 ha beneficiato di 59 milioni di euro di elementi straordinari: 14 milioni di euro su Reti per conguaglio idrico, 32 milioni di euro su Energia per titoli energetici e conguaglio termico e 13 milioni di euro su Mercato riconducibili a ratei e conguagli. Gli elementi straordinari che hanno influenzato il 2020 pari a 20 milioni di euro, invece, riguardano Reti per 3 milioni principalmente relativi ad un conguaglio idrico, Mercato per 4 milioni per un conguaglio gas e Energia per 13 milioni relativi ad un riconoscimento di certificati energetici e sopravvenienze relativi ad anni precedenti. Al netto delle componenti straordinarie che hanno caratterizzato entrambi i periodi, l’Ebitda sarebbe risultato in crescita del 5,7%. Il portafoglio multibusiness del Gruppo ha pertanto dimostrato resilienza allo scenario energetico, climatico ed emergenziale che ha caratterizzato il 2020. I miglioramenti della marginalità delle business unit Mercato (+33,1%), Ambiente (+9,6%) e Reti (+0,9%) hanno completamente assorbito la flessione della business unit Energia (- 16,7%).
Il Risultato Operativo (Ebit) si attesta a 416 milioni di euro, in diminuzione del -8,0% rispetto ai 452 milioni di euro del corrispondente periodo 2019. Nell’esercizio si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 37 milioni di euro relativi ai nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti di cui 25 milioni di euro correlati all’incremento delle perdite su crediti stimate in relazione al Covid-19. Si registrano inoltre minori accantonamenti ai fondi rischi, al netto dei rilasci, per circa 9 milioni di euro e minori svalutazioni per circa 8 milioni di euro. L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 235 milioni di euro in calo (-0,4%) rispetto a 236 milioni di euro registrati nel 2019. Il risultato, sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno, beneficia di minori oneri finanziari e di una riduzione del tax rate dovuta a partite non ricorrenti.
L’Indebitamento Finanziario Netto al 31 dicembre 2020 è pari a 2.948 milioni di euro, in aumento di circa 242 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019. Complessivamente, l’indebitamento finanziario netto aumenta del 8,9% in seguito agli elevati investimenti ed alle operazioni di consolidamento (198 milioni di euro). Il capitale circolante netto si riduce di circa 124 milioni di euro a seguito dell’andamento delle componenti di natura commerciale e tributaria, nonché dell’incremento del fondo svalutazione crediti.
Gli investimenti tecnici lordi realizzati nel periodo ammontano a 685 milioni di euro, in forte crescita (+31%) rispetto al 2019.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
L’onda pandemica del virus Covid-19 impatterà sulle economie globali anche per il 2021 rallentando il recupero delle attività economiche. Il Gruppo Iren si confronterà pertanto con uno scenario nazionale la cui ripresa nel 2021 è ancora condizionata dalla diffusione del virus e dalle conseguenti contromisure sanitarie che soprattutto nel primo semestre, quando la campagna vaccinale sarà ancora parziale, continueranno ad avere un impatto depressivo sull’economia.
Nonostante il difficile contesto, il Gruppo proseguirà, grazie ad un profilo di business resiliente rispetto alla pandemia da Covid-19, nel proprio percorso di crescita declinato nell’ultimo piano industriale, che prevede rilevanti investimenti soprattutto nelle divisioni Reti e Ambiente, oltre agli investimenti destinati a potenziare la capacità di generazione elettrica ed estendere la rete di teleriscaldamento. È confermato pertanto l’importante piano di investimenti nei settori regolati per migliorare la qualità del servizio soprattutto nel settore idrico, dove l’obiettivo è incrementare la capacità depurativa e ridurre l’uso della risorsa. Per quanto riguarda il settore Ambiente, gli investimenti saranno rivolti alla costruzione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti previsti nel piano industriale e ad incrementare la qualità del servizio estendendo la raccolta porta-a-porta e la tariffazione puntuale. Iren conferma inoltre la sostenibilità come uno dei principali pilastri strategici grazie agli investimenti in progetti legati alla Multi-circle Economy, pari a circa il 60% degli investimenti previsti nel piano industriale, quali il recupero della materia, l’utilizzo efficiente e la tutela delle risorse, in combinazione con l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni. Per quanto concerne le attività energetiche, nel corso del 2020 il Gruppo ha messo in atto una serie di azioni che consentiranno di mitigare l’impatto della volatilità dei prezzi energetici grazie ad una politica di hedging attuata con lo scopo di stabilizzare i margini.
Pertanto, anche nel difficile contesto determinato dal perdurare dell’emergenza Covid-19, il Gruppo conferma le prospettive di redditività grazie agli investimenti suddetti in grado di sostenere la crescita organica, ad un forte sviluppo delle attività riguardanti i progetti di efficientamento energetico degli edifici, cogliendo le opportunità offerte dalla normativa vigente e ad una completa integrazione delle società recentemente acquisite nel settore Ambiente.
Le prospettive di crescita di redditività tengono conto del perdurare dell’emergenza Covid-19 che il Gruppo stima, in ipotesi di risoluzione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 nella seconda parte dell’anno, con un effetto negativo sull’Ebitda non superiore a 10 milioni di euro, ulteriori accantonamenti a fondo svalutazione crediti non superiori a 10 milioni ed il parziale riassorbimento, pari a 40 milioni, dell’effetto negativo sul capitale circolante netto registrato nel 2020.