(Sesto Potere) – Roma, 16 maggio 2022 – Una visione strategica e industriale di lungo periodo sostenuta da un piano di investimenti da oltre 190 miliardi nei prossimi dieci anni. Il Piano Industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che prevede anche una profonda ridefinizione della governance e una nuova struttura organizzativa, è stato presentato oggi a Roma dalla Presidente di FS Italiane, Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato, Luigi Ferraris (vedi foto qui nella pagina). 

Il Piano decennale mira a dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti; favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare, fino a raddoppiare rispetto al 2019, il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica.

Nicoletta Giadrossi

Per valorizzare a pieno le potenzialità di tutte le società del Gruppo e contribuire in maniera determinante ad uno sviluppo sostenibile del Paese segnato da eventi straordinari come la pandemia e i conflitti internazionali, è emersa l’esigenza di ridefinire la governance e rivedere la struttura organizzativa in quattro poli di business, ognuno con chiari obiettivi strategici: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”.

La nuova organizzazione mira a rafforzare le sinergie di tutte le aziende che operano nel Gruppo e ad aumentare la loro efficienza anche in ottica di pianificazione e progettazione. Hanno contribuito a delineare il nuovo riassetto societario anche lo scenario internazionale e le tensioni geopolitiche che stanno determinando una crescente inflazione, gli effetti della pandemia e quelli del cambiamento climatico sulle infrastrutture, il tutto unito alla consapevolezza del ruolo che il trasporto, la logistica e le infrastrutture possono svolgere per uno sviluppo sostenibile del Paese.

Fattori abilitanti del Piano Industriale 2022-2031, che ne dovranno sostenere l’attuazione, sono innovazione, digitalizzazione, connettività e valorizzazione delle persone del Gruppo. 

Attenzione particolare alla transizione ecologica, con attività di efficientamento e riduzione dei consumi, unite a nuove iniziative per valorizzare i propri asset installando impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, per garantire la copertura almeno del 40% del fabbisogno del Gruppo.

In ambito internazionale il Gruppo FS vuole garantire un presidio unico di controllo sull’attività, puntando a generare ulteriore valore nei Paesi dove è già presente: Francia, Spagna, Germania, Grecia, Olanda e Regno Unito. A livello extra-europeo, inoltre, Ferrovie dello Stato punta a esportare know-how integrato anche attraverso partnership.

I ricavi del Gruppo FS nel 2031 sono previsti in crescita a circa 22,5 miliardi di euro e l’EBITDA a 3,9 miliardi, con una crescita media annua (CAGR), nell’arco di piano, rispettivamente pari al 6,9% e all’8,2%. 

“Il Piano Industriale 2022-2031 intende imprimere un’accelerazione agli investimenti e, con una visione di lungo periodo, dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti. Il Piano prevede l’assunzione nel suo arco temporale di 40mila persone e vede proprio nelle persone il suo principale fattore abilitante, insieme all’innovazione, alla trasformazione digitale e alla connettività. Inizia per noi tutti un Tempo Nuovo e sono certo che proprio le nostre persone, oggi come ieri, sapranno trasformare questo piano in realtà, mostrandosi all’altezza delle sfide che ci attendono” ha dichiarato Luigi Ferraris, Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Luigi Ferraris

Presentata anche la nuova struttura organizzativa, che nasce per valorizzare le potenzialità delle diverse società del Gruppo e le loro sinergie. I quattro nuovi poli di business saranno omogenei per missione e obiettivi e sono divisi in: Polo Infrastrutture, Polo Passeggeri, Polo Logistica e Polo Urbano.

Sul versante infrastrutturale gli investimenti del Piano Industriale 2022-2031 sono ambiziosi e per realizzarli, oltre a una visione decennale, sono necessari la certezza della disponibilità dell’investimento e un’analisi costi-benefici indipendente. RFI prevede, nel complesso, circa 110 miliardi di euro di investimenti tra manutenzione straordinaria, tecnologie, reti regionali, connessioni porti/interporti, direttrici di interesse nazionale (Alta Velocità/Alta Capacità), sicurezza e adeguamento, linee turistiche, città metropolitane e connessione aeroporti. Il completamento degli interventi in cantiere sarà determinante per aumentare la regolarità del servizio, con un’estesa introduzione dei sistemi di distanziamento più moderni (ERTMS).

Le opere si tradurranno in una riduzione dei tempi di viaggio sulle principali tratte ferroviarie. Qualche esempio: Torino-Genova (da 1h e 40’ fino a circa 1h); Milano-Genova (da 1h e 30’ a circa 1h); Milano-Trieste (da 4h e 20’ a 3h e 50’); Napoli-Bari (da 3h e 35’ a 2h); Palermo-Catania (da 3h a 2h); Sassari-Cagliari (da 3h a 2h e 30’). La realizzazione del sotto-attraversamento ferroviario di Firenze, inoltre, contribuirà a ridurre i tempi di viaggio sulla dorsale AV Torino–Salerno e a una totale separazione dei flussi Alta Velocità e Regionali nel nodo di Firenze, con un miglioramento della regolarità e un potenziamento dell’offerta di quest’ultimi.

Il Polo “Passeggeri” nasce con l’obiettivo di unire le società del Gruppo FS Italiane che si occupano di trasporto di viaggiatori su ferro e gomma per favorire soluzioni integrate di mobilità, aumentare la quota di trasporto collettivo e condiviso e proporre un’offerta sempre più personalizzata e attenta alle esigenze dei singoli passeggeri secondo i principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance.
Nel dettaglio, entro il 2031 il Polo investirà circa 15 miliardi. Capogruppo di settore sarà Trenitalia. Fanno parte del polo anche Busitalia (società che in Italia offre collegamenti con autobus nel trasporto pubblico locale ed extraurbano, e che opera anche in Olanda con la controllata Qbuzz), Ferrovie del Sud Est, che entra a far parte del polo passeggeri con la sua offerta ferroviaria e su gomma nel Salento e Trenitalia Tper (controllata al 70% da Trenitalia) che gestisce, con la flotta più giovane d’Italia, il trasporto ferroviario regionale in Emilia-Romagna.

Raddoppiare la quota traffico merci su rotaia rispetto al 2019, migliorare i terminal esistenti e crearne di nuovi è l’obiettivo che il Gruppo FS Italiane intende perseguire con la creazione del Polo di business “Logistica”. Lavorando in un’ottica di sistema sull’intera supply chain, con importanti investimenti che prevedono anche la digitalizzazione della filiera del trasporto merci, Ferrovie dello Stato punta a rendere più competitivo il settore e raggiungere gli obiettivi posti dall’Agenda Onu 2030: aumentare la quota dell’attuale 11% di merci che attualmente viaggia su ferro, a fronte della maggioranza ancora su gomma, e arrivare al 30% come chiede l’Europa. Una quota che deve aumentare rapidamente e che oggi è al di sotto della media europea (19-20%), ben inferiore al dato della Svizzera e dell’Austria (intorno al 35%) e ancor più rispetto agli Stati Uniti (46%).

Capogruppo di settore sarà Mercitalia Logistics. Fanno parte del polo sette società operative a livello nazionale e internazionale, tra cui Mercitalia Rail, la maggiore impresa ferroviaria merci in Italia e una delle principali in Europa, Tx Logistik e Mercitalia Intermodal, il più grande operatore di trasporto combinato strada/rotaia in Italia e il terzo in Europa. 

Per raddoppiare la quota di merci movimentata nel 2019 e raggiungere il target al 2031, sono previste una serie di misure in un’ottica di sistema per un totale di quasi 2,5 miliardi di investimenti.

Secondo Trenitalia la realizzazione di nuovi terminal ferroviari intermodali merci, tecnologicamente avanzati e a basso impatto sull’ambiente, potrà incrementare i volumi di merce, anche nel trasporto intermodale. In quest’ottica è prevista la realizzazione di nuovi terminal ferroviari intermodali merci, tecnologicamente avanzati e a bassissimo impatto sull’ambiente, come – in Emilia-Romagna – quello di Piacenza il cui completamento è previsto nel 2024 ed anche Bologna vedrà potenziato il proprio ruolo nel trasporto delle merci su ferro, attraverso lo sviluppo di aree ferroviarie da destinare ad uso intermodale e logistico.

Infine, è prevista la valorizzazione degli asset non più funzionali al servizio ferroviario, e la maggiore attrattività delle stazioni, in chiave di rigenerazione sostenibile delle città, sono i target che dovrà perseguire il Polo “Urbano”. La crescente urbanizzazione, infatti, porterà i grandi centri urbani a essere il centro nevralgico della partita sulla sostenibilità in futuro considerando che le città, già oggi, sono responsabili per il 40% dell’utilizzo di energia elettrica prodotta a livello globale e per il 70% delle emissioni di gas a effetto serra. Capogruppo di settore sarà Sistemi Urbani. Del polo fanno parte le società Metropark, RFI e Anas per la parte immobiliare, e Gs Immobiliare. 

Esiste già un esempio di questa “missione” che vede la firma di un apposito protocollo di intesa fra il Gruppo FS e il Comune di Bologna per la riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse. Ed anche i progetti in corso a Rimini per l’interscambio e la mobilità sostenibile in stazione e lungo i tracciati ferroviari.

Stazione Tav di Bologna

In ambito regionale il Piano Industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha riservato all’Emilia Romagna 7,7 miliardi di euro per l’avvio o il completamento di opere e servizi, sia per il trasporto dei passeggeri sia per il traffico delle merci.

Previsti gli interventi per: la velocizzazione della linea Adriatica Bologna – Lecce, il raddoppio della Pontremolese, i collegamenti ferroviari con il porto di Ravenna, l’upgrading tecnologico delle linee da Bologna verso Piacenza, Padova e Verona, il potenziamento delle linee in Romagna e il nodo ferro-stradale di Casalecchio.

Si prevede inoltre lo sviluppo del servizio ferroviario metropolitano bolognese con la realizzazione di nuove fermate e il completamento/adeguamento di altre già esistenti. In programma interventi nelle stazioni Fs principali e in quelle medio-piccole dell’Emilia Romagna per renderle più accessibili, sostenibili e confortevoli.

In Emilia-Romagna, ogni giorno, circolano quasi 900 treni regionali. Il servizio è gestito da Trenitalia Tper (70% Trenitalia 30% Tper). Grazie a un precedente investimento di circa 700 milioni di euro, la flotta di Trenitalia Tper è oggi la più giovane d’Italia e può contare su 39 Rock a doppio piano e 47 Pop mono piano, cui si aggiungono 26 ETR 350. Ed altri 4 treni Rock, già ordinati, verranno consegnati entro la fine del 2022. Inoltre, ulteriori 12 treni elettrici saranno acquistati con un finanziamento previsto dal PNRR, e con fondi regionali e contributi soci.

Sul versante infrastrutturale sono previsti in Emilia-Romagna interventi stradali come il: prolungamento della ‘Tangenziale di Reggio Emilia nel tratto tra S. Prospero Strinati e Corte Tegge e interventi nelle strade statali come: SS16 Bellaria-Rimini nord-Misano Adriatico (1° stralcio), SS45 Rio Cernusca-Rivergaro nel piacentino (1° stralcio) e Sistema Tangenziale di Forlì (3° lotto), SS16 lavori di ammodernamento nel tratto compreso tra l’innesto con la SS495 e Ponte Bastia nel ferrarese (1° stralcio).