(Sesto Potere) – Forlì, 13 aprile. Via libera dal Gruppo Lega-Salvini Premier della Camera al provvedimento riguardante le nuove prove per l’esame di abilitazione alla professione forense. A dichiarare il voto favorevole in Aula è stato il deputato forlivese Jacopo Morrone, già sottosegretario di Stato alla Giustizia, che ha ricordato la “trepidante attesa di 26.000 giovani praticanti avvocati, abbandonati per mesi in una situazione di incertezza sull’esame di abilitazione fino al rinvio, nel dicembre 2020, su decisione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, delle prove scritte previste per il 15, 16 e 17 di quel mese”.

“Dobbiamo dare atto al ministro Marta Cartabia – ha detto Morrone – di essersi subito attivata per risolvere il problema, dopo l’immobilismo dell’ex Guardasigilli, come dobbiamo evidenziare che se oggi votiamo questo provvedimento è grazie all’attività preparatoria svolta sollecitamente da Governo e Gruppi parlamentari che hanno ben compreso la specificità di questa situazione paradossale. Si tratta di una modifica sostanziale, che speriamo temporanea, delle prove di esame che ci sembra riescano a mantenere le caratteristiche per far emergere le capacità concrete dei candidati, a cui auguro un sentito in bocca al lupo”.

aula tribunale

Morrone ha poi ricordato le specificità della professione di avvocato che “necessita di spirito di sacrificio, di grande imparzialità e di provata indipendenza, oltre all’impegno, alla lucidità e alla dedizione da mettere in conto affrontando ogni incarico ricevuto, dal minore al più problematico e coinvolgente”. “Si tratta di una vera e propria ‘missione’ che, tuttavia, oggi risulta sempre più difficile svolgere al meglio e con soddisfazione”.

Citando il V rapporto del Censis sull’Avvocatura italiana, il parlamentare romagnolo della Lega ha poi evidenziato come le ricadute dell’emergenza sanitaria sulla professione siano state ‘pesanti’, anche sul piano del reddito dove, tra i più penalizzati, rientrano i giovani professionisti. Anche da queste considerazioni – ha concluso Morrone – emerge la necessità di affrontare al più presto due temi sostanziali, quello della riforma della disciplina dell’equo compenso e quello dell’alleggerimento fiscale in particolare nella fase iniziale dell’attività professionale”.