(Sesto Potere) – Forlì – 30 settembre 2022 – A seguire e riceviamo e pubblichiamo l’intervento dei Giovani Democratici forlivesi a commento dell’ultima tornata elettorale:

“Come Giovani Democratici prendiamo atto del risultato delle elezioni e ci impegneremo a giocare un ruolo rilevante nella ricostituzione del Partito Democratico che si appresta ad avviarsi. Il risultato è stato netto e inequivocabile ma occupandoci noi di giovani non possiamo non sottolineare come il centrodestra tra i giovani abbia riscosso, secondo tutte le rilevazioni, un consenso inferiore al 25%, con un grande afflusso di voti invece verso il Partito Democratico e le forze del centrosinistra. Questo consenso ci onora e ci spinge a non abbassare la guardia sui temi con cui questo voto è stato conquistato: dai diritti, all’ambiente, al lavoro giovanile, al diritto allo studio e all’istruzione.

La preoccupazione che esprimiamo non è quella di chissà quali catastrofi da parte del nuovo governo ma è quella che su tutti questi temi, definendosi loro conservatori, non cambi nulla: questa sarebbe la vera tragedia. Perché lo abbiamo detto e ridetto in campagna elettorale (e magari mai sottolineato con la debita forza) che lasciando così le cose sul tema di ambiente e clima rischiamo gravissime conseguenze nell’immediato futuro e che cinque anni sono un tempo troppo lungo da lasciar passare senza azioni non solo incisive ma anche rivoluzionarie sul nostro sistema energetico, produttivo e di consumo.

E purtroppo il centrodestra di clima non ha mai parlato se non per dire di piantare un milione di alberi (questa settimana nella sola Emilia Romagna siamo arrivati a 1 milione e 274 mila in appena due anni) o se non per addirittura denigrare come “gretini” i giovani che nelle piazze, anche a ridosso delle elezioni, si sono trovati per chiedere che si agisca ora e per urlare che il tempo per le belle parole è scaduto.

Un analogo discorso è da fare sui temi del lavoro perché è inaccettabile che gli stage e i tirocini siano ancora non retribuiti, è inaccettabile che gli stipendi continuino ad essere bassi soprattutto di fronte al forte rialzo del costo della vita, degli affitti e delle spese che su una popolazione, come quella giovanile, non ancora autonoma gravano ancora di più.

Inoltre è necessario iniziare a occuparsi seriamente nel Paese di salute mentale (che non sono devianze ma problemi seri e vissuti da fin troppi giovani) e di diritti (“avete già le unioni civili” è un manifesto di come queste cose non cambieranno e anzi ringraziamo che non ce li tolgano).

Insomma no, non siamo contenti della vittoria della destra, ottenuta anche grazie al tragico frammentamento del centrosinistra, e non lo siamo perché pensiamo, come i giovani hanno dimostrato alle urne, che questa destra di giovani non si sia mai occupata né si avvii a farlo. Nostro compito da qui in avanti sarà vigilare su questi temi dall’opposizione e aggregare i giovani, a Forlì come in tutta Italia, su proposte e progetti concreti per cambiare la vita dei giovani, perché siamo certi che, unendo le forze, l’occasione presto arriverà”.