Gelate, agricoltura forlivese in ginocchio. Pompignoli (Lega) chiede stato di calamità

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(Sesto Potere) – Forlì, 16 giugno 2020 – “Mi auguro che il Governo giallo rosso, e in particolare il Ministero delle politiche agricole, accolga la richiesta avanzata in prima battuta dalla Lega e dallo stesso Assessorato regionale di riconoscimento dello stato di calamità naturale.” È questo l’appello lanciato dal consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli, intervenuto nel pomeriggio in Commissione Territorio e Ambiente alla presenza dell’Ass.re Mammi.

“Le gelate che tra fine marzo e inizio aprile hanno colpito le nostre campagne, hanno letteralmente azzerato la produzione di stagione (-90% albicocche, – 80% pesche nettarine, – 70% susine) e provocato danni inestimabili alle aziende agricole del forlivese. Centinaia di ettari di albicocche e pesche del forlivese sono senza un frutto e la preoccupazione dei nostri agricoltori è duplice. Esiste infatti un danno inestimabile in termini di crollo delle produzioni e di aziende che rischiano il collasso sotto il profilo della sostenibilità economica” – evidenzia Pompignoli – “ma esiste anche un problema sostanziale che riguarda la ricollocazione di centinaia di lavoratori stagionali specializzati che solitamente, in questi mesi, venivano impiegati nella fase del raccolto. Tutte queste persone, a causa del Covid e del maltempo, si ritrovano senza lavoro e senza alcuna forma di indennizzo.”

“Ad oggi, ha evidenziato Pompignoli, “il bilancio delle gelate che tra fine marzo e l’inizio aprile hanno investito le campagne di tutta la Regione, colpendo con particolare intensità proprio il comprensorio forlivese, si aggira attorno ai 400 milioni di euro. Liquidità, azzeramento dei mutui e moratoria dei contributi sono gli strumenti principali e indifferibili con cui affrontare questa crisi. Ma bisogna farlo oggi, non domani, nella consapevolezza che le conseguenze provocate al settore agricolo e al suo indotto dalle gelate degli scorsi mesi sono gravissime e mai verificatesi fino ad oggi”.

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