(Sesto Potere) – Bologna- 21 dicembre 2021 – Potrebbero essere due buchi neri supermassicci uniti tra loro in un’orbita ravvicinata i responsabili di quattro enormi cavità, o bolle, osservate al centro di un ammasso di galassie da un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna e dell’INAF.

Lo studio – pubblicato su The Astrophysical Journal Letters – nasce da una serie di osservazioni del Chandra X-ray Observatory, il telescopio orbitale della NASA per l’osservazione del cielo nei raggi X.

Gli ammassi di galassie sono le più grandi strutture connesse dalla forza di gravità presenti nell’universo. Sono formate da gruppi di centinaia o anche migliaia di singole galassie, insieme ad enormi quantità di gas caldo e invisibile materia oscura. In particolare, il gas caldo che pervade gli ammassi, la cui massa è di gran lunga superiore a quella delle galassie al loro interno, è ben visibile ai raggi X catturati da Chandra.

satellite spaziale ph archivio

L’ammasso di galassie oggetto della nuova ricerca – noto come RBS 797 – si trova a circa 3,9 miliardi di anni luce dal nostro pianeta: al suo interno gli studiosi hanno individuato due diverse coppie di cavità che si estendono a partire dalla zona centrale.

Cavità o bolle di questo tipo sono già state osservate in altri ammassi di galassie: gli scienziati ritengono che siano generate da eruzioni che nascono nei pressi di un buco nero supermassiccio al centro di queste enormi formazioni cosmiche.

Nella sua fase attiva, il buco nero divora infatti il materiale circostante e in questo processo rilascia una grande quantità di energia, a volte sotto forma di getti di materia ad altissima velocità che creano così cavità in direzioni opposte all’interno del gas caldo intergalattico.

In questo caso però, le cavità osservate dagli studiosi sono quattrodue coppie tra loro perpendicolari, una in direzione est-ovest e una in direzione nord-sud.

È la prima volta che un fenomeno di questo tipo viene rilevato.