Fridays For Future Forlì: “no alla riattivazione della cava di Magliano”

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i ragazzi di Fridays For Future Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 25 aprile 2021 – Fridays For Future Forlì interviene con una nota in merito al Piano Comunale delle Attività Estrattive che lunedì dovrà essere votato dal Consiglio Comunale di Forlì. A seguire pubblichiamo il comunicato:

“In seguito al grido d’allarme lanciato da Legambiente, in merito alla prossima approvazione del nuovo Piano Comunale delle Attività Estrattive da parte del Consiglio Comunale di Forlì, non abbiamo potuto che attivarci per vederci chiaro.
Il fatto che il piano preveda addirittura la ripresa dell’estrazione di inerti proprio all’interno del sito d’interesse comunitario (SIC) di Magliano, passando sopra pareri, atti e delibere provinciali e regionali, ci ha lasciato increduli. Purtroppo, la documentazione che abbiamo potuto consultare non ci ha tranquillizzati. Nei fatti, il piano va contro dei pareri provinciali e regionali, anche se non sembrano essere vincolanti. Forse però la delibera n° 1419 (del 2013) della regione lo sarebbe.
Per la cava situata nell’oasi di Magliano, effettivamente il piano prevede la riattivazione per il totale di 12.025 mc. Complessivamente alle 6 cave in oggetto, sì dà l’autorizzazione per l’estrazione di 2.500.000. mc di inerti, un’enormità nei confronti dei quali quelli di Magliano sembrano davvero irrisorie. Un motivo in più per chiederci per quali motivazioni il Comune possa voler dare la sua autorizzazione a continuare a violentare un SIC, sperando di aver capito male.
Ricordiamo che l’Oasi di Magliano è un sito di interesse comunitario, nominato dalla Regione su bandi europei che istituiscono tali zone. Il sito è ubicato ai bordi del fiume Bidente fra Forlì, Forlimpopoli e Meldola. Vi sono laghetti formati da ex cave popolati da varie specie di uccelli e la vegetazione propria delle zone umide dà luogo ad una grande biodiversità.
Non vogliamo credere che per il profitto di pochi, il Comune possa dare il suo consenso a violentare un sito di una simile importanza per la biodiversità del nostro territorio.
A questo punto teniamo a ricordare uno degli obbiettivi della famosa Agenda 2030, di cui la nostra amministrazione si sta facendo promotrice: L’ obiettivo 15 dal titolo “la vita sulla Terra” stabilisce che bisogna proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre e quindi, fra le altre cose “intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli ambienti naturali, arrestare la distruzione della biodiversità e (entro il 2020!) proteggere le specie a rischio di estinzione.”
Secondo noi, sarebbe alquanto contradditorio, andare contro questo obiettivo, dando dei permessi di estrazione all’interno di un SIC, e sensibilizzare allo stesso tempo la cittadinanza agli obiettivi dell’Agenda 2030.
Sarebbe altrettanto contradditorio non rispettare gli impegni presi dallo stesso Consiglio Comunale all’interno della mozione unitaria, approvata all’unanimità il 29 luglio 2019, che per contrastare la crisi climatica ed ambientale in atto impegna il sindaco e la giunta fra le altre cose a “tutelare la biodiversità”.
Un’altra contraddizione salta all’occhio ragionando sull’enorme quantità di inerti (2,5 milioni di mc!) che si prospetta venga estratta complessivamente nelle 6 cave citate nel piano, in un’epoca in cui si dovrebbe andare verso il riutilizzo delle risorse a nostra disposizione, nell’ottica dell’economia circolare, della quale il nostro Comune si sta facendo promotore all’interno del progetto europeo ‘Circle’“.
Chiediamo quindi ai nostri rappresentanti politici di essere coerenti con gli impegni presi.
Facciamo appello a tutti i consiglieri comunali affinché non approvino l’attuale bozza del nuovo Piano Comunale delle Attività Estrattive e venga elaborato un documento nuovo che tenga conto del periodo storico in cui ci troviamo e quindi dell’esigenza di rispettare gli obiettivi e i principi che la stessa comunità mondiale si è data per garantire un futuro alle giovani generazioni (agenda 2030), in armonia col pianeta. Non vogliamo credere che ancora una volta l’interesse di pochi possa sovrastare quello della collettività contribuendo ad accelerare la sesta estinzione di massa!”