Forza Italia, Vietina: “Lettera aperta al presidente Berlusconi: serve rivoluzione liberale”

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(Sesto Potere) – Forlì – 24 settembre 2020 – Il sindaco di Tredozio e deputata romagnola di Forza Italia, Simona Vietina, ha scritto una lettera aperta al presidente nazionale del partito Silvio Berlusconi chiedendo: “una rivoluzione liberale per trovare un vero centro moderato che sappia dar voce ai tanti delusi dalla politica” e replicando anche alle accuse che le ha mosso Adriano Paroli, senatore e Commissario di Forza Italia in Emilia Romagna.

A seguire il testo integrale della lettera aperta:

“Caro Presidente,

simona vietina

la recente tornata elettorale per l’amministrazione di importanti comuni come Faenza e Imola ha visto per Forza Italia un risultato profondamente deludente frutto, secondo un parere condiviso con altri colleghi impegnati nelle istituzioni e numerosi nostri elettori sul territorio, di scelte che è eufemistico definire infelici messe in atto da parte del Commissario Adriano Paroli e dalla schiera di yes-man di cui si è circondato. Scelte lontane dai territori, che non tengono conto delle realtà locali né della storia e delle tradizioni di questi Comuni e dei loro abitanti. Scelte che, in ultima analisi, hanno allontanato da Forza Italia tanto gli elettori quanto molte nuove leve che avrebbero potuto consegnare al partito un futuro positivo.

Alle mie critiche il Commissario Paroli ha risposto invitandomi, fra le righe, a fare un passo indietro e accusandomi palesemente di cercare una ‘nuova casa’ in altri partiti del centrodestra. Trovo questa accusa infamante e indice, ancora una volta, di scarsa visione politica: sono forse l’unica figura in regione che riunisce il ruolo di deputato e di sindaco e sono leale a Forza Italia, il partito che lei ha creato e portato a guidare il Paese in passato. Un’accusa che mostra come Paroli non mi conosca: grave per un commissario regionale. Così com’è grave immaginare un passo indietro da parte mia che assottiglierebbe la compagine parlamentare che tanto deve lavorare anche in vista della prossima elezione del Presidente della Repubblica.

Del resto, chi non ha argomenti sceglie l’attacco personale pur di non affrontare i reali problemi che affliggono il partito. Le mie affermazioni di ieri rappresentavano un’analisi lucida del voto di Faenza e Imola e la replica con un attacco diretto nei miei confronti non è che la conferma dell’inadeguatezza dei commissari. Trovo risibile che Paroli mi accusi di assenteismo in campagna elettorale quando, nonostante il suo ruolo di Commissario Regionale, non solo è stato invisibile su Faenza ma fu del tutto assente anche nello scontro Bonaccini-Borgonzoni così come mi fa sorridere amaramente il presunto richiamo ai dati.

È proprio partendo dai dati che nasce la mia dolorosa analisi: alle Regionali del 2020 Forza Italia in Emilia Romagna si è fermata al 2,56%, ottenendo il peggior risultato in assoluto se confrontato con le altre regioni. Peggio ancora, non si è coltivato il futuro di Forza Italia in regione: a oggi i nostri giovani iscritti sono appena 46 in un territorio di 4,5 milioni di abitanti. Come si può pensare di rilanciare l’unico partito liberale e moderato della scena politica senza nuova linfa? Non si tratta forse di una clamorosa occasione persa proprio ora che l’elettorato moderato cerca un nuovo riferimento politico? Stando a questi risultati l’unica cosa che troverei onorevole fare, se fossi Paroli sarebbe quella di dimettermi dopo aver azzerato tutti i commissari che si sono dimostrati deboli e inconsistenti.

Ciononostante i vertici regionali, invece di accogliere le critiche e avviare una seria riflessione per il bene di Forza Italia scelgono la via dell’attacco personale. Bene, se proprio vogliamo parlare di numeri, vorrei sottolineare al Commissario Paroli che i dati vanno analizzati tutti, non solo quelli che gli piacciono: alle Comunali del 2019, che mi hanno vista rieletta con oltre il 70% dei voti, la mia candidatura in prima persona ha portato Forza Italia al 10% a Tredozio, mentre quando le candidature per le Regionali sono state calate dall’alto senza alcun confronto con i territori il partito si è fermato al 3% incassando comunque un risultato migliore rispetto alla media regionale. Credo varrebbe la pena di considerare come, quando si coinvolgono i territori e le persone che operano quotidianamente, i risultati improvvisamente si impennano: penso che un Commissario Regionale potrebbe e dovrebbe notare e analizzare certi andamenti.

Infine, caro Presidente, rispedisco al mittente ogni illazione su una mia presunta ricerca di posto in altri partiti del centrodestra: sono da sempre e rimango fedele a Lei e al suo progetto. Paroli e gli altri vertici regionali possono dire altrettanto? Credo che il declino, tutt’altro che lento, di Forza Italia sia cominciato quando anziché affrontare i problemi si sia cominciato a epurare e ostracizzare chi li sollevava, lasciando spazio per crescere a personaggi di scarsa caratura e dalla prospettiva miope. Forse non è troppo tardi per risollevare Forza Italia, ma vanno fatte scelte chiare e chi ha fallito deve fare un passo indietro”.