“ForlìDante. Tòta la Cumégia”, primo seminario

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(Sesto Potere) – Forlì – 3 febbraio 2020 – Al via il primo incontro della sesta edizione della rassegna: “ForlìDante. Tòta la Cumégia”. Appuntamento giovedì 6 febbraio 2020, alle ore 17.30, presso la sala degli Incontri, a Palazzo Romagnoli, in via Cesare Albicini, 12, a Forlì.

Giuseppe Ledda presenta la conferenza studio: “Il bestiario dell’aldilà. Gli animali nella Commedia di Dante”. Seminario – ad ingresso gratuito – valido come corso di formazione per docenti delle scuole primarie e secondarie.

Giuseppe Ledda ha conseguito la Laurea in Filosofia all’Università di Firenze, la Laurea in Lettere Classiche all’Università di Bologna e il Dottorato in Scienze Letterarie all’Università di Pavia. Dal 2000 insegna a vario titolo all’Università di Bologna, dove è attualmente professore associato di Letteratura italiana e tiene gli insegnamenti di Letteratura italiana, Letteratura e critica dantesca, Letteratura e filologia dantesca.
Il suo principale campo di ricerca è costituito dagli studi danteschi e medievali. I suoi lavori danteschi più recenti si concentrano intorno ad alcuni interessi: il rapporto con la cultura classica; il riuso dei modelli biblici e agiografici; le similitudini animali e il loro rapporto con il bestiario medievale; l’ineffabilità nei suoi aspetti retorici e teologici; la ripresa del modello dantesco in Boccaccio e in Petrarca. Si occupa anche di letteratura del Rinascimento, con alcuni lavori sui poemi cavallereschi da Pulci ad Ariosto, e di letteratura del Novecento, su cui ha offerto contributi intorno alla poesia di Montale e alla narrativa di Sergio Atzeni. È autore di numerosi saggi e articoli.

Giuseppe Ledda 

Nel poema dantesco la presenza degli animali è continua e variatissima, e si esprime soprattutto nelle similitudini. Si va dalle tre similitudini ornitologiche usate in Inferno V per le anime dei lussuriosi (storni, gru e colombe) fino alle api cui sono paragonati gli angeli nell’Empireo (Paradiso XXXI), passando attraverso decine di altre occorrenze. Per fare pochi esempi e dare un’idea della ricchezza del fenomeno, si può pensare all’affollarsi delle similitudini animali nei canti infernali dei barattieri (Inf. XXI-XXII): delfini, ranocchi, rane, lontre, anatre, falchi). Tuttavia, non bisogna pensare che la similitudine animale svolga esclusivamente una funzione di degradazione bestiale nei confronti dei dannati. Altrimenti come potremmo spiegare le numerose immagini animali che Dante usa per gli spiriti del Purgatorio? Eppure nella seconda cantica incontriamo colombi, pecore, leoni, buoi, sparvieri, e così via, sino alle formiche, alle gru e ai pesci cui sono paragonate le anime dei lussuriosi nell’ultima cornice.
E perfino nel Paradiso i movimenti e gli atteggiamenti dei beati sono continuamente illustrati attraverso similitudini animali: pesci, bachi da seta, falchi, pole (un tipo di cornacchie)…

La VI Edizione di “ForlìDante. Tòta la Cumégia” è organizzata e promossa da Associazione Direzione 21 e Comune di Forlì con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con IRSEF (Istituto di Ricerce e Studi sull’Educazione e la Famiglia), ConfGuide, ADI (Associazione degli Italianisti), Società Dante Alighieri Comitato dei Territori di Forlì/Cesena. L’edizione 2020 è dedicata alla memoria di Gianfranco Bendi.   

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