Forlì, Zattini alla messa per bimbi mai nati. Critiche e interrogativi di Dori e Zanetti

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Dori e Zanetti ph Eraldo Taioli

(Sesto Potere) – Forlì – 12 novembre 2020 – Quest’anno anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha partecipato alla messa organizzata dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII a Forlì “in ricordo dei bambini non nati”. Una funzione celebrata dal vescovo Monsignor Livio Corazza.

Il sindaco Zattini rispondendo ad un question time presentato dall’opposizione in consiglio comunale ha spiegato che la sua partecipazione alla messa era meramente a titolo personale: “Mai avrei creduto di dovermi giustificare per essere andato a messa, ho partecipato senza fascia a titolo esclusivamente personale“: ha detto.

Una giustificazione che non convince Marco Dori e Lodovico Zanetti di “Tutto a sinistra – La sottile linea rossa” (nella foto in alto) che in una nota congiunta commentano:

“La dichiarazione del sindaco Zattini ci pare una presa in giro ai cittadini forlivesi. La partecipazione alla messa per i “bambini non nati” era a titolo personale? Ma andiamo! Il fatto che non abbia messo la fascia è (forse) per un residuo di dignità, ma nessuno crede alle sue parole, visto che aveva annunciato alla stampa, da quanto letto, la sua partecipazione. E se la notizia non era rispondente al vero, perché non l’ha smentita?”.

Nei giorni scorsi, anche 22 associazioni forlivesi, tra cui CGIL, ANPI, e UDI, hanno eccepito riguardo a questa partecipazione del sindaco, e Marco Dori e Lodovico Zanetti chiedono: “Di fronte alla presa di posizione di queste 22 associazioni perché Zattini è stato silente? A pensar male si fa peccato, ma forse la mancanza della fascia, sfoggiata altre volte in chiesa, c’era il prepararsi a una scusa, di fronte a una presa di posizione forte del mondo laico? Nel Paese, si sa, è in atto un tentativo di rivedere alcune conquiste fondamentali del nostro stato laico: dal divorzio all’aborto fino al faticosissimo iter parlamentare della legge sull’omotransfobia.
Il fatto che il sindaco tenti  di far passare la sua partecipazione a quella messa come un fatto di natura “personale” è la dimostrazione ulteriore – se mai ce ne fosse bisogno – del fatto che la destra è pavida e inconsistente, e che non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni”.

“Ci dica il  sindaco, una volta per tutte, se appartiene a quella schiera di persone che fingevano di non vedere  gli aborti clandestini e l’emarginazione delle donne, e che oggi vogliono impedire soluzioni che rendano l’interruzione di gravidanza meno invasiva, come l’uso della pillola RU486.
E ci dica, infine, se i diritti delle persone,  sono tali solo se asserviti ad un potere più inconsistente ma pesantemente presente, come quello della Chiesa. “Libera Chiesa in libero stato”: diceva Cavour nel suo primo discorso al parlamento italiano. Ma ne’ l’una ne’ l’altro, oggi, possono dirsi tali. La Chiesa continua ad interferire con le cose della Stato (italiano, ovviamente) e continua ad esigere di essere ascoltata come se il suo potere temporale non fosse mai finito. E lo Stato, dal canto suo, non riesce ad affermare sempre e comunque qual principio di laicità che è (o dovrebbe essere il suo fondamento). Di fronte a ciò il sindaco ci vuol far credere che era presente come un semplice cittadino e non come il rappresentante di una giunta a trazione leghista, il cui amato “cheerleader” (citazione: The Economist che aveva bollato così il leader della Lega Salvini)  bacia vangeli e rosari, facendo poi il contrario dei precetti di cui si dice rappresentante? Su, siamo seri…”: ironizzano Marco Dori e Lodovico Zanetti, che concludono la nota rivolgendo al sindaco forlivese e ai suoi colleghi emiliano romagnoli la loro “solidarietà per le becere minacce ricevute” nelle lettere firmate Nuove Brigate Rosse.