(Sesto Potere) – Forlì – 22 ottobre 2021 – Ulteriore tappa nel progetto di studio sulle reliquie di San Mercuriale. Dopo il riconoscimento della provenienza armena di San Mercuriale, Vescovo di Forlì, avvenuta a dicembre 2019, la Festa del Patrono accoglierà quest’anno la presenza eccezionale dell’ ambasciatore della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede, Garen Nazarian.

L’ambasciatore sarà ospite  alla festa di San Mercuriale il 25 ottobre, presso l’omonima abbazia di piazza Saffi, alle ore 18, dove assisterà alla breve conferenza tenuta dall’antropologo fisico Mirko Traversari, che riepilogherà i risultati dell’esame autoptico operato sui resti del proto vescovo forlivese. La conferenza è aperta a tutti.  Alle 18.30 è previsto il ritrovo sul sagrato della basilica con le autorità religiose, civili e militari della città, finalizzato all’accoglienza della reliquia del cranio del compatrono, proveniente dalla chiesa della SS. Trinità.

Il progetto dello studio sulle reliquie di San Mercuriale, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell’iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura e la Diocesi

PRESENTATI IERI I RISULTATI PRELIMINARI DELLO STUDIO SULLE RELIQUIE DI SAN  MERCURIALE (Ausl Romagna Cultura)

di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

Gli studi hanno accertato che San Mercuriale è vissuto tra il II e  il III secolo d.C, e’ morto in un’età  compresa tra i 40 e i 50 anni, era alto 1 metro e 60 e soffriva di osteoporosi.

“Grazie all’immenso lavoro che in questi mesi le amiche e colleghe del Laboratorio del DNA antico dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, prof. Donata Luiselli e dott. Elisabetta Cilli hanno compiuto”, ha detto ancora Traversari, “siamo riusciti ad ottenere l’intero genoma mitocondriale e a decifrare l’aplogruppo delle reliquie di san Mercuriale e, in virtù di questo eccellente materiale, è stato finalmente firmato un accordo di collaborazione scientifico con il laboratorio diretto dal prof. Yepiskoposyan, che ci permetterà di approfondire l’analisi con un altissimo grado di dettaglio”.

“Studi di questo genere”, ha aggiunto, “mirano ad individuare e riconoscere ogni singola specificità e mutazione della sequenza genetica, attribuendone un significato preciso in relazione all’appartenenza ancestrale ad un gruppo popolazionistico rispetto un altro, e molto altro ancora.”

“Questa collaborazione rappresenta un nuovo punto di partenza, che aprirà certamente nuovi interessantissimi scenari scientifici e conoscitivi del nostro compatrono san Mercuriale. Ho sempre pensato che, nonostante siano già trascorsi più di due anni dall’avvio de progetto, fossimo in realtà solo all’inizio di questo affascinante cammino conoscitivo”, ha concluso Traversari.