Forlì, San Mercuriale era armeno

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(Sesto Potere) – Forlì – 2 gennaio 2020 – San Mercuriale, primo Vescovo di Forlì era armeno. Questo si evince dagli ultimi risultati sullo studio delle reliquie. Pochi mesi fa gli studi avevano accertato che San Mercuriale era vissuto tra il I e il II secolo d.C, ed era morto in un’età  compresa tra i 40 e i 50 anni, era alto 1 metro e 60 e soffriva di osteoporosi.

“Lo studio sulle reliquie di San Mercuriale era proseguito, dopo le prime fasi, necessariamente dedicate all’acquisizione di informazioni strumentali e fisiche, ricavate dalle numerose indagini laboratoristiche messe in campo, è ora giunto il momento di interrogare questi dati, interpretandoli sulla scorta di ciò che le fonti storiche ci hanno consegnato relativamente alla figura del Santo”: spiega Mirko Traversari , antropologo fisico e responsabile del progetto che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018.

Un progetto nato grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell’iniziativa , oltre a Mirko Traversari, il gruppo Ausl Romagna Cultura e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

ricostruzione volto san mercuriale

Tornando alla provenienza di San Mercuriale, è noto che la cronachisticha cittadina del XV secolo, affermi che Mercuriale provenisse dalla nativa Armenia, il Cobelli infatti nelle sue Cronache ci dice che “[…] il beato Mercuriale se partì dalle parti d’Armenia […]”, e solo in seguito ad un pellegrinaggio a Gerusalemme e Roma, giunse a Forlì. Di qualche secolo posteriore al Cobelli, Giuseppe Mazzatinti  attraverso i suoi Annales Forolivienses afferma che il “[…] gloriosus Mercurialis sanctus et episcopus civitatis Forlivij, natione Albanie, ad ipsam civitatem applicult […]”. Ma non è noto da quali fonti questi nostri illustri concittadini abbiano tratto queste informazioni, e ben conosciamo la necessaria prudenza che è necessario tenere nel voler trarre verità dalle loro opere, che non sempre brillano per rigore storiografico; vero è che comunque la notizia della provenienza orientale del Santo, incuriosisce e pone dei quesiti”: afferma Mirko Traversari .

“Dallo studio isotopico a cui sono state sottoposte le reliquie – chiarisce Traversari –  si deduce che San Mercuriale non sia cresciuto e vissuto nello stesso luogo in età infantile ed in età adulta. Probabilmente proveniva da una località posta in una zona mediamente più calda rispetto alla città in cui egli ha trascorso gli ultimi anni dalla sua vita, Forlì. I valori tendono infatti a diminuire con l’aumentare dell’età: questo indica uno spostamento del Santo in età giovanile verso un luogo con valori isotopici meno radiogenici rispetto al luogo in cui è nato; grazie ad un ulteriore approfondimento è stato inoltre possibile escludere alcune regioni europee, poste a latitudini incompatibili con i risultati ottenuti (la Spagna ad esempio, che mostrava una certa compatibilità con alcuni indici isotopici). Un’ulteriore inferenza è stata possibile grazie all’incrocio di questi risultati con il cosiddetto indice cefalico.Incrociando quindi i risultati dedotti dall’analisi degli isotopi stabili, con i caratteri e gli indici antropometrici che caratterizzano il cranio e il volto del Santo, è stato possibile orientare lo sguardo, con una ragionevole certezza, verso una direzione piuttosto chiara”.

“Va comunque detto che attualmente nessuna indagine laboratoristica può fornire una certezza assoluta circa la provenienza da un dato territorio e che gli indici più sopra ricordati non possono certo essere assunti a marcatori etnici, quanto piuttosto indicatori di un areale geografico ampio che può abbracciare popolazioni e paesi diversi. L’ incrocio di queste numerose analisi, – conclude Traversari –  allo stato attuale sembrano essere concordi nel farci guardare ad est, verso il continente asiatico, proprio verso l’Armenia”

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