(Sesto Potere) – Forlì – 20 novembre 2021 – Lungo il viale Bologna sono state costruite due nuove rotonde: alla confluenza del viale stesso rispettivamente con le vie Padulli e Sillaro. Questi interventi porteranno, sicuramente, ad un miglioramento della sicurezza del traffico dei veicoli a motore. Ma nell’esecuzione delle opere non si è tenuto conto che ai lati del viale vi sono due importanti piste ciclopedonali monodirezionali in sede separata molto frequentate dai ciclisti. Esse, per dimensioni e importanza dei flussi, devono essere considerate dei percorsi primari. Un principio fondamentale delle reti ciclabili, in particolare di quelle primarie, è la continuità perché venga incentivato l’uso delle stesse. Purtroppo dove prima, per attraversare le due vie, c’erano degli attraversamenti ciclabili, ora vi sono solo degli attraversamenti pedonali che costringono il ciclista a scendere dalla bicicletta”:

ad evidenziarlo in una nota è la Fiab di Forlì che, contestualmente, ha stilato una lettera aperta indirizzata all’assessore comunale all’Ambiente Giuseppe Petetta ed ai cittadini.

Nel caso di via Padulli la linea di arresto delle auto per l’immissione nella rotonda è stata addirittura messa subito dopo le strisce pedonali, per cui le auto si fermano sopra alle strisce stesse impedendo il passaggio. Mettendo la linea di arresto prima delle strisce si avrebbe, comunque, una perfetta visione dei mezzi che stanno per impegnare la rotonda”: aggiunge la Fiab che ha realizzato anche una serie di foto che evidenziano chiaramente quanto detto.

L’associazione, quindi, chiede alle autorità di intervenire per “adeguare le rotonde non solo alle esigenze dei veicoli a motore, ma anche a quelle dei velocipedi, affiancando agli attraversamenti pedonali anche quelli ciclabili e arretrando la linea di arresto di via Padulli prima degli attraversamenti”.

La Fiab di Forlì ricorda che la giunta ha approvato il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), nel quale, tra gli obiettivi, c’è quello di portare l’utilizzo della biciletta al 20% degli spostamenti.

Ma “se si continuano a modificare le infrastrutture solo pensando ai veicoli a motore, come si potranno raggiungere questi obiettivi?”: si domanda l’associazione.