Forlì, Ronchi (Verdi): Addio Esselunga non è vittoria contro il cemento

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Alessandro Ronchi, portavoce di Europa Verde Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 30 dicembre 2020 – Alessandro Ronchi, portavoce di Europa Verde di Forlì-Cesena, (nella foto in alto) interviene con una nota sulla vicenda dell’abbandono del progetto dell’ipermercato in via Bertini da parte di Esselunga.

“Questa notizia, non è, purtroppo, da festeggiare. Come già abbiamo ribadito più volte, il problema non è tanto il nome dell’insegna, per la quale siamo totalmente indifferenti, come dovrebbero essere anche tutti gli altri attori intervenuti sulla questione. Se anche si decidesse di abbandonare la variante proposta dalla maggioranza di Zattini e si tornasse al POC approvato dalla amministrazione precedente con il nostro voto contrario, rimarrebbero intatti gli oltre 10’000 metri quadri di superfici di vendita”: evidenzia Ronchi.

“Nulla cambia sulla cementificazione del territorio, sulla proliferazione insensata di nuovi supermercati ed ipermercati, che aumentano senza mai tenere in considerazione la domanda ed il numero di cittadini residenti. Sulla quantità di cemento che viene aggiunto alla zona occorre anche notare che le superfici di vendita non corrispondono nemmeno quanto effettivamente sarà edificato, perché in questo calcolo non vengono conteggiati magazzini, depositi, uffici. Non fanno parte delle superfici commerciali persino le casse!”: nota l’esponente dei Verdi.

“Questo progetto, come gli altri portati avanti in città in questo periodo di crisi per il commercio, rappresenta anche l’ipocrisia di chi dice, sempre solo a parole, di voler tutelare e rivitalizzare il centro storico. Non ci vuole una laurea specialistica per capire che se i negozi si continuano a fare fuori dal centro, nessuno avrà motivo per entrarci e fare acquisti. Riproponiamo con forza quindi la nostra proposta di moratoria sui nuovi insediamenti commerciali, e lo stop al piano che prevede 191’000 mq quadri di nuove superfici di vendita, per 96 nuove strutture, per difendere la nostra città da questa enorme nuova colata di cemento e le attività esistenti, già messe a durissima prova dalla crisi della pandemia”: conclude Alessandro Ronchi.