Forlì, polizia sequestra casa del “Santone”

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questura di Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 10 marzo 2020 – La Polizia di Stato di Forlì Cesena ha sottoposto a sequestro preventivo un immobile nel centro di Forlì, di proprietà di un 78enne.

questura di Forlì

L’attività d’indagine, svolta dalla locale Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo, aveva permesso, nei mesi scorsi, di accertare l’esistenza di un’organizzazione settaria a sfondo religioso, facente capo all’indagato, ritenuto responsabile di diversi reati: truffa aggravata, violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione medica.

L’indagato al fine di conseguire vantaggi personali di natura patrimoniale e sessuale, da decenni approfittava della vulnerabilità delle persone, che si avvicinavano a lui per la sua fama di guaritore, sottoponendole a riti di purificazione e sedute nello studio dell’immobile oggetto di sequestro, in alcuni casi anche alla presenza di persone minori.

L’uomo, approfittando proprio della loro vulnerabilità, dovuta a lutti, malattie o situazioni di disagio psicologico, le ingannava, riferendo di aver riscontrato la presenza in loro di spiriti maligni e di altre negatività che se non scacciate avrebbero potuto provocare conseguenze ben peggiori. L’uomo inscenava anche rituali di benedizioni e di preghiere, effettuando energiche digito pressioni su varie parti del corpo dei suoi pazienti, causando a questi ultimi dolori talmente forti da provocarne spasmi, conati di vomito, grida di dolore e lividi.

L’indagato non possedeva alcun diploma di laurea in medicina e non era in alcun modo abilitato ad esercitare la professione medica e di pranoterapeuta: ciò nonostante era sua consuetudine curare problemi di salute emettendo diagnosi e prescrivendo cure anche con medicinali di libera vendita.

Il soggetto infine, in alcuni casi, durante le sedute, palpeggiava con le mani anche le parti intime dei suoi pazienti. L’indagato ha perseverato nella perpetrazione di tali condotte nonostante il Tribunale Ecclesiastico gli avesse irrogato un’ammonizione canonica negli ultimi mesi del 2018. L’attività svolta aveva permesso di accertare la presenza giornaliera di circa 25 persone tra adepti e pazienti, per un volume di affari mensile stimato in svariate migliaia di euro.

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