Forlì, polemica su trasferimento Cavallo di Troia: ‘botta e risposta’ Italia Nostra – assessore Melandri

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melandri e il cavallo nell'attuale destinazione

(Sesto Potere) – Forlì – 26 marzo 2021 – Il trasferimento, completato ieri, del cavallo simbolo scelto per la mostra 2020 dell’Ulisse dal piazzale del San Domenico al piazzale del Lavoro non è piaciuto alla sezione forlivese di Italia Nostra, che – con un comunicato – contesta la scelta logistica concertata dall’amministrazione comunale e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì immaginandone in realtà altra destinazione: “deposito” o “discarica”.

L’associazione confuta che il maxi-cavallo si possa definire opera artistica e in più opina sulla congruità della sistemazione in un piazzale dedicato al Lavoro davanti alla palazzina uffici dell’ex Mangelli.

il cavallo nel piazzale del lavoro

“Che c’entra il Cavallo di Troia, dalle forme sgraziate e di un improbabile colore bianco abbagliante, da sempre simbolo di guerra e di morte, frutto di un inganno che portò alla distruzione di una civiltà, con un luogo che ha visto scioperi, comizi, persino funerali di tanti operai con la banda che suonava per l’ultima volta l’inno dei lavoratori di fronte alla fabbrica nella quale avevano lavorato tutta la vita e che oggi, in memoria di quella storia si chiama “Piazzale del Lavoro”? Una maccheronata come questa, invece che testimoniare l’impegno congiunto di Comune e Fondazione per la crescita e lo sviluppo della città, diventa emblema del vuoto culturale e dell’assenza di qualsiasi rispetto per la città, per la sua storia e per tutto quel patrimonio immateriale che ne costituisce il tessuto connettivo. Uno strappo ancora più evidente, se accostato ai grandi ingranaggi della Bartoletti collocati nella rotonda vicina con l’intento significativo di tramandare una pagina di storia. Tutto questo di fronte all’abbandono in uno stato disastroso di Palazzo del Merenda e della Biblioteca Saffi e di fronte alla rinuncia di riaprire il Museo archeologico, inaccessibile ormai da venticinque anni”: si legge nella nota della sezione forlivese di Italia Nostra.

A stretto giro si registra la replica dell’assessore comunale alla Cultura Valerio Melandri che replica: “Si possono utilizzare molti aggettivi per definire il “Cavallo di Troia” donatoci dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e ricollocato, nei giorni scorsi, presso la rotonda di Romagna Acque. Aggettivi più o meno condivisibili poiché riconducibili al gusto personale di ogni cittadino. Come ogni opera, può piacere o non piacere. Può suscitare legittime contestazioni sul posizionamento, funzionale alla sua valorizzazione. Può esserne messa in dubbio la sua connotazione artistica, al netto della sua genesi. Ma definirlo una “maccheronata” che “doveva finire in discarica”, un “simbolo di morte e distruzione”, in “discontinuità con la lotta sindacale, il sacrificio e l’impegno dei lavoratori” rievocati dalla rotonda con gli ingranaggi, è una mistificazione culturale che sintetizza la naturale propensione di Italia Nostra a contestare, mutatis mutandis, l’operato di questa Amministrazione. Mi chiedo se sia davvero il “Cavallo di Troia” della rotonda di Romagna Acque, eredità della grande mostra sull’Ulisse, il primo se non l’unico argomento di discussione dei salotti forlivesi. Se meriti tutto questo dispendio di energie intellettuali da parte degli esponenti di Italia Nostra in un momento in cui, tra l’altro, il mondo dell’arte e della cultura soffrono più di altri la mancanza di pubblico, le chiusure di musei e teatri e la sospensione di tutte le rappresentazioni in presenza. Sono questi, a mio avviso, i temi che più di tutti meritano la nostra attenzione e il nostro impegno e che ci dovrebbero vedere uniti nella sfida della ripartenza”.

il cavallo al San Domenico

“Aggiungo che sono molte le attività che, in questi mesi, abbiamo avviato sul fronte della cultura e della valorizzazione del patrimonio artistico forlivese. Stiamo eseguendo un monitoraggio complessivo delle opere custodite nella Pinacoteca Civica, abbiamo delineato le linee guida del recupero del Palazzo del Merenda, ristrutturato l’area del razionalismo (dalla Stazione dei treni ai Giardini di Parco della resistenza), stiamo realizzando i Giardini dei musei e affidato l’incarico per realizzare la nuova ala dei Musei Civici. Ma non solo. Replicheremo l’esperienza dell’Arena Estiva con la partecipazione di centinaia di associazioni culturali per dare loro la possibilità di tornare a respirare e farsi applaudire, e ai cittadini di godersi momenti di sollievo, in questo anno così drammatico. Concludo dicendo che sono sempre disponibile al confronto e alla condivisione di idee, progetti e iniziative volte alla valorizzazione della nostra amata città. La mia porta è sempre aperta, anche per coloro che ne disdegnano l’invito”: conclude l’assessore comunale alla Cultura Valerio Melandri.