Forlì, nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Mezzacapo: “giro di vite anti degrado”. Pd: “Repressivo contro i più umili”

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i consiglieri comunali del Pd

(Sesto Potere) – Forlì – 17 settembre 2020- La maggioranza di centrodestra ha approvato nell’ultima seduta del consiglio comunale il nuovo regolamento di Polizia Urbana di Forlì, un insieme di norme in gestazione già dallo scorso mandato e poi emendato ed entrato in vigore in queste ore.

Il vicesindaco con delega alla Sicurezza Daniele Mezzacapo sottolinea che con questo nuovo strumento amministrativo si darà “un giro di vite anti degrado” in città con divieti su: alcol, bivacchi, sporcizia e accattonaggio. “Dopo 56 anni, Forlì ha nuove regole volte a migliorare la civile convivenza tra i cittadini”: ha sottolineato Mezzacapo.

“Dopo oltre mezzo secolo, la Città di Forlì ha un nuovo regolamento di Polizia Urbana.
Un regolamento contro il degrado e contro i fattori di insicurezza, volto a restituire decoro alla nostra città con una particolare attenzione al rispetto delle regole finalizzato alla civile convivenza. Un lavoro importante, fatto con impegno, sacrificio e dedizione, portato avanti nell’interesse dei cittadini forlivesi”: ha scritto Mezzacapo.

Nel Nuovo Regolamento di Polizia Urbana si prevede di sanzionare i proprietari di animali che non raccolgono gli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico. Una multa di 150€ al trasgressore, per disincentivare questa brutta abitudine e migliorare la pulizia della Città.

Nel nuovo Regolamento , introdotto anche all’art.29 , una sanzione amministrativa “per coloro che richiedono questue, collette o fanno raccolte fondi, importunando i cittadini, fermandoli insistentemente, contro la loro volontà, con l’aggravante della condotta se perpetrata nei confronti di minori, anziani e persone affette da invalidità”.

“Lo riteniamo un regolamento pieno di norme e sanzioni, che colpisce inutilmente i più umili; la repressione di Mezzacapo e Zattini non ha a che vedere con la civile convivenza e la sicurezza urbana”: scrive in una nota il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì (nella foto in alto).

polizia locale forlì

“Numerosi gli ostacoli posti dalla Lega per affrontare una reale discussione. Ricordiamo come Mezzacapo ha tentato fin da subito lo strappo portando nel consiglio comunale del 27 luglio, dopo una sola Commissione, un testo di 65 articoli nonostante che la maggioranza delle forze politiche, tra cui la Civica di Zattini, avevano chiesto altre Commissioni per approfondire e discutere gli emendamenti, ascoltando il parere di dirigenti e forze di polizia locale; solo dopo numerose ore di discussione in quel Consiglio si è aperto ad un anomalo tavolo informale con i capigruppo nel mese di settembre”: evidenzia il Pd.

“Abbiamo reso chiaro fin da subito che la sede dove si discutono gli atti sono le Commissioni, rendendoci disponibili a ritirare gli emendamenti minori, come indicati con apposita email indirizzata all’amministrazione. La maggioranza non voleva tornare in commissione, preoccupata di non si comprende quale pubblicità e trasparenza, e ci ha costretti ad affrontare il tutto in una sede informale. L’esito è stata una farsa: la maggioranza si è presenta all’ultimo incontro confusa e con un ritardo di oltre 40 minuti perché non aveva ancora preparato la linea da tenere sui nostri emendamenti, limitandosi ad un “sì”/“no” senza motivazioni o discussione; tale atteggiamento ha dimostrato che l’apertura alla discussione era solo un bluff”: aggiungono i Dem.

Numerose le norme contestate oggetto degli emendamenti del Pd.

“Abbiamo proposto oltre 50 emendamenti per correggere e migliorare il testo, sia nella parte sostanziale che nella forma – spesso lacunosa o contraddittoria; abbiamo chiesto di stralciare il sequestro dell’elemosina, l’attendamento dei circhi che esibiscono e sfruttano gli animali – aspetto che contraddice la volontà dell’amministrazione di tutelare il benessere animale – di eliminare tutte le nuove burocrazie a carico di associazioni ed enti di volontariato, di esercenti e titolari di immobili. Abbiamo proposto che le persone indigenti, in stato di disagio psichico o semplicemente senza fissa dimora che usano panchine o aree pubbliche per dormire non siano sanzionate – somma che non riusciranno mai a pagare – e – invece – che gli agenti contattino gli enti e le autorità affinché si occupino di loro per l’immediata assistenza; la Lega ha bocciato l’emendamento, mentre segnaliamo l’astensione o il voto favorevole di alcuni consiglieri di maggioranza, comunque non sufficienti per far passare la proposta”: afferma il gruppo Pd.

“Tutto questo ci è parso contraddittorio da parte di una Amministrazione e maggioranza che in apertura del mandato ha richiamato la lettera del Vescovo Livio Corazza indirizzata ai neo-eletti amministratori, in cui individuava negli ultimi le persone cui prestare maggiore attenzione e tutela. Dispiace – quindi – che la maggioranza – anche la componente più moderata – abbia preferito andare a traino dei modi e dei contenuti della Lega e di Mezzacapo, producendo un testo che moltiplica gli obblighi, i divieti e le sanzioni, senza accogliere il nostro emendamento che posticipava l’entrata in vigore del regolamento al 1 gennaio 2021 per consentire una capillare ed efficace informazione dei cittadini; così probabilmente conosceranno di queste regole dettagliate solo quando ne subiranno le sanzioni”: sostiene il Pd.

“La chiusura ideologica e pregiudiziale della Lega e di Mezzacapo, sulla quale si segnala il silenzio assenso di Zattini, è andata nella direzione opposta del lavoro svolto con l’Assessora Casara sul regolamento dei contratti: commissioni per discutere gli emendamenti, correzioni al testo, ed ampia convergenza politica nel voto in Consiglio. Evidenti – pertanto – i motivi che ci hanno portato ad un voto contrario”: conclude la nota del Pd.

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