(Sesto Potere) – Forlì – 4 giugno 2022 – Ha già superato le 500 firme la petizione la petizione “Dignità, diritti e salute mentale a Forlì”  lanciata su Change.org da un  gruppo di cittadini e di associazioni forlivesi a sostegno di medici e psichiatri contrari alla decisione della giunta comunale forlivese di dotare la polizia municipale di bastoni telescopici , nella fattispecie per le problematiche in caso di TSO-trattamento sanitario obbligatori  che chiede al Sindaco  Zattini e ai suoi assessori il ritiro di tale scelta. Lo comunica in una nota il primo firmatario della petizione Vico Zanetti (nella foto in alto) in polemica con le recenti dichiarazioni del vicesindaco del Comune di Forlì, Mezzacapo, (foto qui a lato), che caldeggiava la dotazione di bastoni estensibili alla Polizia Municipale da utilizzare nei trattamenti sanitari obbligatori.

il vicesindaco Daniele Mezzacapo

Questo è il link per firmare : https://chng.it/JpkCWfLZ

Questo il testo della petizione: “Le dichiarazioni del Vicesindaco del Comune di Forlì sulla proposta di dotare la Polizia Municipale di bastoni estensibili da utilizzare nei trattamenti sanitari obbligatori, ha provocato la reazione di medici e psichiatri, anche di livello nazionale, e dell’Unione Nazionale delle Associazioni per la salute mentale, che ne hanno rigettato la logica, repressiva e violenta, che contravviene alla legge di riforma del 1978 e alle normative regionali in materia. “Ad effettuare un trattamento sanitario obbligatorio sono chiamati i sanitari del centro di salute mentale di riferimento. E tale trattamento (che non è un fermo di polizia ma appunto un trattamento sanitario) deve svolgersi nel pieno rispetto della dignità umana della persona che lo subisce”: recita la lettera che UNASaM ha inviato al Sindaco di Forlì e all’Assessore Regionale alla sanità. E continua: “stiamo parlando di persone colpite da una condizione di sofferenza mentale alle quali vanno garantiti tutti I diritti costituzionali, come a qualunque altro cittadino colpito da una condizione di malattia, qualunque essa sia”. Convinti che le pratiche in salute mentale devono tendere al miglioramento concreto della qualità della vita e devono essere abbandonate misure coercitive lesive della libertà e della dignità della persona umana, i sottoscritti si uniscono alla richiesta di medici e famiglie di un ripensamento delle decisioni assunte da parte del Comune”.

Questi i primi firmatari della petizione: Vico Zanetti, Sonia Parisi, Laura Borghesi, Maria Luisa Bargossi, Teresa Tramonti, Maria Giorgini, Margherita Collareta, Giuliano Preda… Tra i firmatari anche: Franco Ronconi, ARCI Forlì, Thomas Casadei, Associazione Libera Forlì, Unione degli Universitari, ANPI Provinciale Forlì Cesena e Anpi comunale Forlì, Cgil Forlì, CGIL Funzione pubblica Forli, e Presidio Placido Rizzotto.