Forlì, messa in ospedale, gli atei e gli agnostici dell’Emilia-Romagna protestano

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(Sesto Potere) – Forlì – 11 febbraio 2020 – In mattinata, appresa la notizia che nel pomeriggio, alle 15, si sarebbe dovuta svolgere nell’atrio dell’ospedale Morgagni di Forlì, una messa in occasione della “Giornata Mondiale del Malato”, Roberto Vuilleumier, coordinatore regionale Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti dell’ Emilia Romagna  , aveva inviato una lettera a Marcello Tonini, direttore generale della Ausl Romagna , ricordando che negli accordi / convenzioni intercorsi tra Ausl e Curia è previsto che i riti religiosi si debbano svolgere nella cappella attrezzata all’interno dell’ospedale.

la messa nell’atrio dell’ospedale

Considerando l’utilizzo di uno spazio “pubblico” come l’atrio dell’ospedale per lo svolgimento di un rito religioso come “a dir poco inopportuno” Vuilleumier ha chiesto di far “traslocare” la messa negli appositi spazi già previsti previsti per legge pena il ricorso “nelle sedi opportune”, prefigurando dunque in caso contrario un ricorso, un esposto o una denuncia.

la cappella dell’ospedale vuota

Poi, il colpo di scena: la messa della “Giornata Mondiale del Malato” inizialmente annuncia nel pomeriggio s’è svolta in mattinata, proprio nell’atrio dell’ospedale Morgagni ed alla presenza del vescovo Livio Corazza, mentre la cappella destinata a tale funzione era rimasta inutilizzata.

Una situazione documentata con foto dallo stesso coordinatore regionale dell’ Uaar Emilia Romagna.

In seguito a questo avvenimento Roberto Vuilleumier ha chiesto a Marcello Tonini, a Franco Falcini (direttore amministrativo Ausl) e Stefano Busetti (direttore sanitario) l’acquisizione “della copia conforme di ogni comunicazione intercorsa tra ospedale e curia riguardante l’organizzazione della medesima messa, e l’ indicazione dei locali annessi eventualmente occupati e copia dell’autorizzazione rilasciata per lo svolgimento della stessa”.





Questo tipo di concessione indurrebbe peraltro a pensare che di uso “esclusivo” del culto cattolico non sia solo la cappella, così come previsto per legge, ma tutto l’ospedale.
Fatto, quest’ultimo, che non mi pare aver letto nè nel nel testo della legge regionale nè nella convenzione stipulata.

Le chiedo quindi, nel caso la funzione religiosa sia effettivamente prevista nelle modalità raccontate dalla stampa, di “traslocarla” negli appositi spazi già previsti previsti per legge .

Riservandomi di agire nelle sedi opportune laddove che il rito si svolga nelle modalità previste nonostante la su descritta segnalazione e richiesta 

Cordialmente

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