Forlì, mercati ambulanti. Zattini: “al lavoro per trovare una soluzione”

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(Sesto Potere) – Forlì – 16 novembre 2020 – Da ieri, in virtù dello slittamento della nostra Regione in fascia arancione, i mercati in forma ambulante su area pubblica o privata sono sospesi a meno che non vengano garantite queste tre minime condizioni: la perimetrazione dell’area in caso di mercati all’aperto; la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita;  un sistema di sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita.

Lo ricorda il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini che in una nota spiega: “Ci tengo a fare chiarezza su quest’aspetto perché negli ultimi giorni, complice la confusione mediatica e il sovrapporsi di indicazioni discordanti su scala nazionale e regionale, sono circolate imprecisioni rispetto a ciò che come Amministrazione potremmo fare per continuare a garantire lo svolgimento del nostro mercato. Quelle citate in premessa sono le condizioni di partenza con cui dobbiamo ‘scontrarci’ per riorganizzare il mercato del lunedì e del venerdì e alle quali dobbiamo attenerci senza possibilità di deroga. Si tratta, come già detto, di condizioni non semplici da far rispettare, soprattutto per un mercato come il nostro che ha circa 28 varchi di accesso e che si sviluppa, in maniera discontinua, lungo via delle Torri, Piazza Saffi, Piazza Cavour e Piazza del Duomo”. 

“Quello che stiamo cercando di fare, con il prezioso contributo delle associazioni di categoria e l’ausilio determinante dei nostri tecnici, è trovare una soluzione per mantenere, se possibile, il nostro mercato in centro storico attendendoci ai criteri prestabiliti per i Comuni rientranti nella fascia arancione. Più in generale, in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid, ci tengo a ribadire che un sindaco può limitarsi ad adottare ordinanze più restrittive rispetto ai provvedimenti di natura sovraordinata. Mai, in nessun caso, l’ordinanza può contenere misure più permissive”: conclude il sindaco Zattini.