(Sesto Potere) – Cervia – 13 agosto 2022 – Presentati ieri sera in anteprima, a Milano Marittima, nel corso dell’iniziativa “Cervia la spiaggia ama il libro”, il titolo, il tema centrale e i contenuti della nuova grande mostra d’arte che sarà promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con l’Amministrazione comunale presso i Musei del San Domenico di Forlì nel corso del 2023: dal 4 marzo al 2 luglio 2023.

Al centro della prossima rassegna, che andrà in scena dopo Dante e la Maddalena, “L’Arte della Moda”.

opera di Fontana_Concetto spaziale. Attese

“La moda come opera e comportamento. L’arte come racconto e come sentimento del tempo. La moda dipinta, ritratta, scolpita, realizzata dai grandi artisti. L’abito che modella, nasconde, dissimula e promette il corpo. L’abito come segno di potere, di ricchezza, di riconoscimento, di protesta. Come cifra distintiva di uno stato sociale o identificativa di una generazione… Lungo tutto il percorso della mostra, i ritratti degli artisti più celebri saranno in contrappunto agli abiti dell’epoca in alcuni casi ricostruiti sulla base di un’attenta documentazione, in altri prestati come i quadri dalle maggiori
collezioni del mondo”: ha spiegato Gianfranco Brunelli, vice presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e curatore delle grandi esposizioni al San Domenico, che ha illustrato i dettagli del progetto scientifico della mostra.

“Come in uno specchio, l’esposizione forlivese del 2023 mette a confronto la grande arte e la grande moda. Dal Re Sole alla Pop Art. Dall’Ancien Régime al secondo Novecento”: ha spiegato Gianfranco Brunelli.

“La moda si colloca al centro del potere e della sua comunicazione. Al centro della società e dei suoi segni simbolici. Essa oscilla tra innovazione e imitazione, orientamento al nuovo e immediata comunicabilità come qualcosa di socialmente approvato. Nel rinnovarsi deve comunicarsi, nel farlo si consuma.”: ha aggiunto il curatore delle grandi esposizioni ai Musei del San Domenico.

Un percorso che attraverserà varie epoche: dal Settecento, la moda francese del XVII secolo, dal Direttorio all’Impero, passando dall’affermazione della moda borghese al simbolismo, dalle Avanguardie al Made in Italy…

“L’ultima parte della mostra sarà concentrata sugli anni ruggenti del ‘900, gli anni 20/30, caratterizzati da una moda almeno in Italia autarchica alle dipendenze di Parigi, ma i ritratti di Oppi o gli abiti di Edda Ciano Mussolini rimangono icone indimenticabili di quel tragico periodo. Ma quel periodo darà alla luce collaborazioni internazionali davvero innovative come quella tra Elsa Schiaparelli, Salvador Dalì e il Surrealismo, e tra Thayaht e Madeleine Vionnet. Accostamenti importati tra arte e moda riguardano anche le nuove generazioni. Dopo Coco Chanel, saranno Christian Dior, Yves Saint Laurent e Balenciaga a muoversi tra l’Informale e l’Espressionismo-astrattista. La mostra vedrà la sua conclusione più logica nell’approfondimento della moda italiana che negli anni del secondo dopoguerra si affranca dai modelli del gusto francese. Si tratta di una moda dominata da Gucci, Ferragamo, Jole Veneziani, Germana Marucelli e dai grandi sarti stilisti presentati dal conte Giorgini in una celebre mostra nella sala bianca di Palazzo Pitti, evento che segna la nascita di un Made in Italy diffuso nel mondo con interpreti della grandezza di Gianni Versace, Valentino, Armani, Prada”: ha concluso Gianfranco Brunelli.