Forlì, la Lega lancia i Referendum sulla giustizia

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(Sesto Potere) – Forlì, 5 luglio 2021 – S’è svolta questa mattina, nella sala del Consiglio comunale di Forlì, la conferenza stampa di presentazione dei quesiti referendari ‘Per una Giustizia giusta’.

Dopo i saluti del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, sono intervenuti: Jacopo Morrone, componente Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, Enrico Sirotti Gaudenzi, responsabile Dipartimento Giustizia Lega Romagna; l’ avvocato Carlo Benini, presidente della Camera penale della Romagna e l’ avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente Unione Camere Penali Italiane.

“Oltre centomila firme sono state raccolte nel weekend nelle piazze, nelle vie, ai banchetti di tutta Italia per i sei referendum sulla giustizia promossi dalla Lega e dai Radicali. Ne occorrono 500mila. C’è il sostegno di singole personalità, partiti, movimenti al di là delle singole appartenenze”: spiega Morrone.

“E’ un piacere essere qui. Da bambino si parlava dei problemi della giustizia…Sono diventato vecchio e se ne parla ancora. Questa iniziativa referendaria va nell’ottica di sapere cosa ne pensa la gente di un tema così caldo che da tempo non trova soluzione. Governi di destra e di sinistra, nel corso degli anni , vi si sono cimentati, ma nessuno ha avuto il coraggio di portare avanti una vera riforma. Ben venga allora questo referendum. E così si saprà cosa ne pensa il popolo, sopra di lui non c’è nessuno. Speriamo si arrivi ad una vera consultazione (riferito al fallimento delle ultime consultazioni, ndr) e speriamo abbia l’esito desiderato”: ha detto il sindaco Zattini.

Sirotti Gaudenzi ha illustrato in sintesi i temi dei referendum: la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, un’ equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere, la custodia cautelare e l’ abolizione del decreto Severino.

Il leader della Lega Matteo Salvini punta alla raccolta di un milione per ciascun quesito di qui a metà settembre, il voto se non ci saranno intoppi è per la primavera 2022.

Il presidente Unione Camere Penali Italiane ha sottolineato l’importanza dello strumento referendario come forma di manifestazione democratica diretta: “E’ un’iniziativa importante. La consultazione popolare è sempre un dato positivo ed un valore in se. Un valore aggiunto che, nello specifico, sui temi della riforma della giustizia, è paralizzata da veti incrociati. E’ la storia di questi ultimi 25 anni del Paese. Il costituente ha pensato un disegno equilibrato e incontestabile della forma democratica: il voto, e cioè la delega al Parlamento che è la forma ordinaria e poi il referendum che è abrogativo di una legge”.

Gian Domenico Caiazza ha sottolineato l’importanza sulla scia del referendum di poter rilanciare in Parlamento e nel Paese   la proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere in magistratura, sottoscritta da 75mila cittadini, lanciata proprio dall’Unione delle Camere Penali e ferma in commissione Affari costituzionali.

Da parte sua, il presidente della Camera penale della Romagna, Carlo Benini, ha ricordato la recente “staffetta oratoria” che si è svolta il 25 giugno scorso a Forlì proprio sul tema della separazione delle carriere, portando “in piazza in un giorno di mercato”, al cospetto dei cittadini, uno dei nodi centrali del dibattito attuale sulla Giustizia. “Importante si svolga questa consultazione per conoscere il sentimento popolare in ordine al tema della riforma della magistratura”.