Forlì, imbrattate sedi sindacati con scritte no vax e incitamento all’odio

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(Sesto Potere) – Forlì – 9 ottobre 2021 – “Riteniamo grave quanto successo, l’attacco alle sedi sindacali è un attacco alla democrazia . Il riferimento distorto alla Costituzione e le parole che paragonano il sindacato al nazismo sono inaccettabili e dimostrano che chi ha compiuto questo gesto non solo non conosce la storia, ma soprattutto non ha rispetto per le migliaia di vittime che il Covid ha mietuto in questa drammatica pandemia. Una strage, vorremmo sottolineare, che continua in tutti quei paesi dove non esiste una sanità pubblica e universalistica, dove non ci sono i vaccini e dove solo chi se li può pagare ne usufruisce”:

così in una nota congiunta i tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil di Forlì Maria Giorgini, Francesco Marinelli ed Enrico Imolesi condannano il gesto vandalico ad opera di ignoti che nella notte hanno imbrattato con scritte ‘no vax’ gli ingressi delle sedi locali dei tre sindacati.

“Questo è l’ennesimo atto di violenza e di vandalismo che accade nel nostro territorio. La nostra denuncia resta ferma. Le sedi vaccinali, le scuole, le emittenti televisive e il sindacato sono luoghi in cui si esercitano diritti fondamentali, il diritto alla salute, all’istruzione, all’informazione e al lavoro, e queste azioni non degne di un paese civile riportano la memoria ai tempi bui del nostro paese. Questi atti non agevolano chi come noi ha da sempre tenuto aperte le sedi sindacali anche nei periodi più difficili della pandemia e, nella fermezza delle nostre convinzioni, ha sempre teso a garantire il confronto democratico e civile fra tutte le diverse opinioni”: affermano Maria Giorgini, Francesco Marinelli ed Enrico Imolesi.

I segretari di Cgil, Cisl e Uil di Forlì, oltre a stigmatizzare il fatto, comunicano di “essersi subito attivati per denunciare alle autorità tali fatti” e per far sì che “i responsabili siano perseguiti e anche se, ancora non hanno un volto e un nome”, nella certezza che le forze dell’ordine si attiveranno per le necessarie indagini.

“Il nostro impegno per la difesa della salute pubblica non verrà certo a meno, come continueremo fermamente a discutere e negoziare le condizioni per far si che anche i luoghi di lavoro siano sicuri a partire dalla diffusione della campagna vaccinale, dall’utilizzo dei tamponi per il tracciamento e dal rigoroso rispetto dei protocolli su salute e sicurezza fintanto che l’emergenza non sarà terminata”: concludono Maria Giorgini, Francesco Marinelli ed Enrico Imolesi.