Forlì, il Fatto pubblica audio del vicesindaco su Esselunga e Conad. Pd: “Mezzacapo ci ha diffamato”. Morgagni al sindaco: “Era al corrente?”

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(Sesto Potere) – Forlì – 1 luglio 2020 – Il Fatto Quotidiano ha ottenuto una registrazione audio che sarebbe riconducibile ad una riunione della Lega tenutasi il 22 maggio a porte chiuse nella sede forlivese del Carroccio. Nel corso dell’incontro , che sarebbe stato condotto dall’attuale vicesindaco Daniele Mezzacapo, che ha anche la delega all’Urbanistica, si sarebbe parlato dell’entrata di Esselunga a Forlì attraverso una variante urbanistica che portava da 1500 a 2500 i metri quadri necessari ad ospitare un megastore. “Lega in soccorso di Esselunga: l’aiutino per aprire il megastore”: il titolo dell’articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano (vedi foto qui nella pagina, ndr).

l’articolo del fatto Quotidiano di oggi

“Noi ingenuamente abbiamo pensato, “1.500 o 2.500 cosa cambia?”. Non ci sembrava una rivoluzione. Invece, 2.500 metri quadri non è tanto collegato alla dimensione, ma al soggetto che arriva a Forlì”: sarebbe l’affermazione di Mezzacapo, che poi, rivolto ai consiglieri comunali leghisti che dovranno votare la variante urbanistica, avrebbe continuato così:  “Il soggetto che arriverebbe a Forlì fa 36 milioni di euro di opere, vuol dire 36 milioni di euro di lavori in città, arrivano 500 nuovi posti di lavoro. Ve lo dico perché di voi mi fido: si parla di Esselunga“.

E poi il vicesindaco avrebbe parlato di un potenziale concorrente di Esselunga, ovvero: Conad, che secondo Mezzacapo sarebbe, anzi: “è la cassaforte del Partito democratico. Alla prima volta che ci siamo messi contro Conad, perché noi qui ci siamo messi contro Conad , ci ha rovesciato addosso, per nostra ingenuità amministrativa, un mare di merda che non ce l’aspettavamo. Perché prima hanno coinvolto tutti i sindacati dalla loro parte, qualunque cosa potesse essere coinvolta l’hanno coinvolta contro di noi, anche le associazioni…“ ma “come è cambiata l’aria a Forlì, ora c’è un giunta di centrodestra, Esselunga si è riattivata, perché era già stato bocciato il progetto una volta”. 

Raccolti i contenuti di questa registrazione audio Il Fatto Quotidiano chiude l’articolo ricordando i 40 mila euro versati da Bernardo Caprotti, il patron della Esselunga, (poi scomparso nel settembre 2016), alla onlus  PiùVoci, l’associazione fondata dal tesoriere leghista Giulio Centemero,  deputato e capogruppo del Carroccio in Commissione Finanze, un versamento con bonifico che secondo la Procura di Milano sarebbe stato utilizzato dalla Lega per rimpinguare le casse di Radio Padania, prefigurando un “finanziamento illecito di partito” tale da valere come motivo per chiedere il rinvio a giudizio dello stesso Centemero da parte dei Pm della Procura di Milano: Stefano Civardi e Gianluca Prisco.

Esselunga superstore ph d’archivio

Sul contenuto di queste registrazioni audio il PD forlivese, per voce del segretario territoriale forlivese Daniele Valbonesi, chiede immediatamente chiarezza alla giunta del sindaco Zattini a capo di una coalizione di centrodesta a Forlì: “che stranamente ha dimostrato di non accettare il confronto con le associazioni, le parti sociali, i cittadini, dichiarando di procedere comunque con l’approvazione della variante. Ora, alla luce di quanto emerso, tutte queste azioni assumono purtroppo una connotazione gravissima: si tratterebbe di una manovra politica per favorire qualcuno penalizzando volutamente altri, per motivazioni solo ideologiche”. E sempre Valbonesi chiede anche ai dirigenti della Lega , oltre che alla Giunta del sindaco di Forlì, Zattini , “di rispondere in maniera approfondita e cristallina, prima di tutto per il rispetto dei cittadini e delle imprese forlivesi”.

“Secondo quanto riporta l’articolo del Fatto Quotidiano, ora si spiegherebbe molto chiaramente la genesi della variante lampo che permetterà l’arrivo di Esselunga a Forlì in una superficie di 2.500 mq.  Come Partito Democratico, sulla questione abbiamo già condiviso le nostre obiezioni, che non riguardavano aspetti ideologici bensì la dimensione tecnico-commerciale – prosegue Valbonesi – e alle quali la Lega, per bocca del vicesindaco Mezzacapo, aveva risposto arrampicandosi sugli specchi per giustificare un’operazione apparsa quantomeno sospetta agli occhi di moltissimi: residenti, cittadini, lavoratori, sindacati e imprese. Ora purtroppo, secondo quando riportato dal Fatto Quotidiano, emergerebbe chiaramente che non si tratta di una operazione commerciale, ma di una vera e propria “crociata ideologica” contro qualcuno, per di più fatta sulla pelle dei commercianti forlivesi e dei cittadini, che in campagna elettorale la Lega si fregiava di voler valorizzare e difendere”.

Daniele Valbonesi

“Le affermazioni del vicesindaco Mezzacapo sono diffamatorie e inaccettabili, sia nei confronti di Conad, gruppo commerciale all’avanguardia che da decenni dà lavoro a migliaia di persone in questo e in altri territori, che del Partito Democratico. Sulla vicenda abbiamo cercato di ascoltare tutti i soggetti coinvolti, cercando di portare le loro legittime istanze nelle sedi opportune, nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni. Al contrario, il centrodestra che oggi governa Forlì non perde occasione per mostrare il suo vero volto: occupare la città secondo una logica di “spoil system” umiliando imprese, lavoratori, residenti, comitati di quartiere”: commenta il segretario territoriale del PD forlivese Daniele Valbonesi, che conclude così: “Se dovessero esserci gli estremi per farlo, Conad avrebbe ogni ragione di rivolgersi alle competenti autorità”, intese quelle giudiziarie.

“Qualora quanto è riportato dall’articolo corrispondesse a verità, saremmo di fronte ad un fatto molto grave. Una scelta di politica urbanistica fondamentale per determinare lo sviluppo commerciale e occupazionale della nostra città sarebbe portata avanti non sulla base di valutazioni rispetto agli interessi della collettività forlivese, ma facendo scendere in campo il Comune al fianco di un attore privato della Grande distribuzione in lotta contro altri concorrenti di mercato, ed in particolari contro i principali player già presenti sul nostro territorio”: afferma in una nota il gruppo consiliare Forli e Co. per voce del capogruppo Federico Morgagni, con lui nella foto anche l’ex magistrato e già candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Calderoni.

calderoni e morgagni

“In un contesto di mercato già saturo, invece di affidare la scelta di nuove autorizzazioni ad attente valutazioni rispetto alla sostenibilità economica, occupazionale e sociale, sembrerebbe che i criteri di valutazione siano dunque di natura puramente ideologica” evidenzia Forli e Co. che, infine, chiede al vicesindaco Mezzacapo di intervenire con la massima urgenza per fare chiarezza sulla vicenda e chiede, inoltre, al sindaco di Forli, Gian Luca Zattini, di rendere noto se sia o meno al corrente dei fatti riportati dall’articolo.


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