Forlì, il “die-in” di massa dei ragazzi di Fridays for Future

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 (Sesto Potere) – Forlì – 10 ottobre 2020 – Venerdì 9 ottobre,  Fridays for Future è tornata a manifestare nelle piazze di tutta Italia per il sesto sciopero per il clima.

“Il ministro dell’ambiente Sergio Costa ci ha chiesto qualche giorno fa di “passare dalle proteste alle proposte”, e questo è il nostro messaggio per lui: le proposte le avevamo già fatte a maggio insieme a 50 esperti nel settore, e le abbiamo raccolte nella campagna “Ritorno al Futuro”, consultabile online, che gli avevamo anche consegnato in occasione degli Stati Generali! Ora deve essere la politica a passare dalle parole ai fatti. Vogliamo la transizione ecologica e vogliamo che sia avviata ora!”: si legge in una nota di Fridays for Future di Forlì.

 Il riferimento è al documento Ritorno al Futuro, redatto durante il lockdown insieme ad associazioni ambientaliste, climatologi e scienziati e che segna la strada da seguire:  investire nella transizione ecologica; riaffermare il ruolo pubblico nell’economia; realizzare la giustizia climatica e sociale; ripensare il sistema agro alimentare; tutelare la salute, il territorio, e le comunità; promuovere democrazia, istruzione e ricerca; costruire l’Europa della riconversione e dei popoli; non utilizzare i fondi del Recovery fund per finanziare i soliti colossi dell’energia che stanno distruggendo i nostri ecosistemi e rilasciando enormi quantità di CO2 in atmosfera.

“I governi mondiali, e anche il governo italiano, sottoscrivendo gli Accordi di Parigi nel 2015, si erano impegnati a rispettare questa soglia e garantire così un futuro vivibile ai loro figli. Ma non stanno minimamente rispettando gli impegni presi. A livello regionale, ci siamo uniti con molte città dell’Emilia-Romagna per chiedere a Bonaccini e alla giunta di bloccare all’istante il progetto di Eni del nuovo impianto di stoccaggio CO2 a Ravenna, poiché non si tratta di altro se non di greenwashing (strategia di comunicazione per costruire un’immagine positiva di sé, ndr)”: si legge nella nota di Fridays for Future di Forlì.

Il movimento per la giustizia climatica accusa Eni di “fare un uso sfrenato dei combustibili fossili” e che “resta il simbolo assoluto del sistema che il nostro movimento vuole cambiare per ottenere giustizia climatica e ambientale”. 

A Forlì i ragazzi di Fridays for Future hanno scioperato anche per questo, inscenando – come è accaduto in tutte le città della regione – un “die-in” di massa: “i manifestanti stesi a terra come morti hanno mostrato ai passanti per Piazzale della Vittoria che non agire e rimanere vincolati ai combustibili fossili significa ipotecare il nostro futuro”.