Forlì, giunta Zattini presenta variante urbanistica centro storico, critiche dai Verdi. Replica di Mezzacapo

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(Sesto Potere) – Forlì – 24 giugno 2020 – Esaminata martedì pomeriggio in commissione consigliare la proposta di variante urbanistica per l’area del centro storico di Forlì. Un documento che dovrà posi essere inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva, a conclusione di un iter iniziato tre anni fa.

vicesindaco Mezzacapo

La variante urbanistica per il centro storico di Forlì riguarda la residenzialità, le procedure sismiche e per la sicurezza, la demolizione e ricostruzione di immobili considerati “privi di valore storico”.

“Si tratta della revisione del patrimonio storico edilizio minore della città di Forlì. L’obiettivo è che il centro storico lentamente possa tornare ad attrarre la residenzialità e gli investimenti sul suo patrimonio. In che modo? La variante permette di semplificare la progettazione, di avere cantieri più celeri e poter intervenire maggiormente nelle opere edili. E’ una variante a mio giudizio importantissima, che permetterà di costruire case sismicamente sicure e riportare cittadini ad abitare in centro”: commenta il vicesindaco, con delega all’Urbanistica, Daniele Mezzacapo, che ha illustrato la delibera in commissione.

Con questa variante si declassificano quasi 1.250 edifici inclusi nell’apposita mappa in consistenza ‘A1.3’ , che rappresentano almeno il 30% del patrimonio immobiliare del centro storico cittadino. Un lotto che fino ad oggi poteva essere interessato solo da interventi di restauro e risanamento conservativo.

Europa Verde di Forlì-Cesena ritiene “inaccettabile” questa proposta di variante per il Centro Storico , vista come un atto che: “scardina in poche battute la politica di conservazione e tutela nata in questa Regione e che è diventata poi di esempio per le città di tutta Europa. Si tratta di una variante rozza che dimostra la incompetenza totale della Amministrazione in materia di Urbanistica e tutela,  fatto salvo, come si è potuto notare dal profluivio di varianti ad personam approvate nell’ultimo anno,  l’obiettivo di soddisfare richieste clientelari di speculatori e immobiliaristi”.

Alessandro Ronchi, portavoce di Europa Verde Forlì

Secondo i Verdi di Forlì – che affidano le loro critiche ad un comunicato stampa – il contenuto “più grave” di questa variante riguarda: “il ritorno in auge del piccone demolitore, ancora una volta sulla carta per “risanare e riqualificare, per rendere sicuri gli edifici, per migliorare la qualità edilizia dei tessuti urbani”. Ma che nei fatti consentirà di abbattere e ricostruire, cancellando storia, memoria e identità. Non sanno costoro che da moltissimi anni è acquisizione culturale e scientifica, fin dalla carta del restauro di Gubbio del 1960 che il Centro Storico è un organismo unitario e che come tale va considerato e che ogni intervento deve essere basato su una profonda valutazione di carattere storico, critico.  Cosa assai diversa dalle prospettate demolizioni estese alla gran parte dell’antico tessuto urbano”.

La giunta Zattini avrebbe sostenuto che  il Comitato tecnico scientifico della Regione in materia sismica si sarebbe “espresso favorevolmente sulla proposta di variante, condividendo il testo normativo revisionato” , ma secondo i Verdi: proprio il Comitato ha messo in guardia dalla attuazione di demolizioni di edifici storici in aggregati urbani perchè:…”..l’intervento quanto più sarà importante , tanto più rischierà i alterare equilibri strutturali consolidati, in particolare nelle zone di confine dell’unità strutturale peggiorando il comportamento complessivo”.

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Sempre il Comitato Regionale avrebbe anche spiegato che: “le demolizioni , se estese all’intera unità strutturale, comporterebbero un intervento di nuova costruzione, necessariamente giuntate alle strutture circostanti… con la conseguente necessità di intervenire anche sulle strutture circostanti al fine di garantire il non peggioramento delle stesse“

“Come si vede un parere nettamente negativo e non poteva che essere così, viste le acquisizioni scientifiche e culturali sul recupero degli edifici colpiti dai sisma che da anni  hanno consolidato la modalità di intervento agli interi aggregati urbani. E’ evidente che questa Giunta a trazione leghista si ispira per il Centro Storico al piccone demolitore di mussoliniana memoria, con una aggravante : almeno il fascismo demoliva la città storica per realizzare grandi progetti urbanistici, come via della Conciliazione a Roma, qui invece si opera per soddisfare le richieste di immobiliaristi e della parte più arretrata delle categorie professionali, incapaci di misurarsi con il tessuto storico”: si legge nel comunicato stampa dei Verdi di Forlì.

La delibera  comunale spiega che si tratta di:  “modifiche urbanistiche finalizzate a perseguire un innalzamento della qualità insediativa , utilizzando le risorse a disposizione e avendo come riferimenti la letteratura, gli studi e le ricerche oggi disponibili”.

Ma secondo i Verdi si tratta di: “Una balla clamorosa ! In realtà decine di anni di studi e ricerche su cui era basata fino ad oggi la individuazione delle caratteristiche e della qualità degli edifici e la definizione degli interventi ammissibili sono spazzati via”. Infine, gli ambientalisti criticano anche le misure che riguardano:  le centinaia di case agricole sparse nel territorio comunale e il villaggio Matteotti.

Alle critiche dei Verdi replica Mezzacapo con un comunicato stampa: “L’arroganza e l’offesa dei Verdi non colpiscono solo la Giunta Comunale ma scaricano le loro  frustrazioni politiche sull’autorevole Tavolo di Lavoro che ha prodotto la norma sul Centro storico attraverso un confronto costante di oltre due anni e che ha coinvolto tutti gli Ordini Professionali, l’Agenzia Regionale per la Protezione Civile e la Sicurezza del Territorio, il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia Romagna, il Comitato Tecnico Scientifico Regionale, tecnici, funzionari e dirigenti del Comune e Amministratori”.

municipio di forlì

“Tutto risulta falsato nella lettura che ne danno i Verdi – precisa il Vicesindaco – a cominciare dalla filosofia di fondo, accusata di scardinare il concetto di tutela. Tutt’altro. La Variante prevede una serie di misure e prescrizioni finalizzate proprio alla massima tutela degli aspetti stilistici, architettonici e tipologici degli edifici”.

Mezzacapo ricorda che nel testo sul Centro Storico si spiega che: “gli interventi di consistenza maggiore al risanamento conservativo sono ammessi esclusivamente in quegli edifici per i quali sia dimostrato, sulla base di adeguata documentazione redatta da tecnico abilitato (analisi storica, rilievo materico costruttivo, stato di conservazione, aspetti geotecnici…), che le unità strutturali versano in condizioni tali da non assicurare assolutamente congrui livelli di sicurezza nei confronti delle azioni sismiche” e anche in questi casi “ogni intervento deve mantenere coerenza rispetto all’originale”.

 “Altro tentativo di travisare i contenuti riguarda le case aventi originaria funzione rurale ma da oltre mezzo secolo completamente assorbite nel tessuto urbano. Nell’attacco politico tutto è utilizzato in modo strumentale. L’obiettivo di Europa Verde non è né il confronto, né la critica, ma solo la polemica artefatta per suscitare discredito. Cosa evidentemente inaccettabile”: conclude Mezzacapo.

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