Forlì, fuoco di fila contro il nuovo centro commerciale di via Bertini e Balzella

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(Sesto Potere) – Forlì – 22 maggio 2020 – Importante variante urbanistica di insediamento commerciali discussa martedì in commissione consiliare a Forlì. Il testo prevede un’ area commerciale nel quadrilatero tra via Bertini-Balzella-Correcchio-Bernale.

Il progetto era contenuto nell’allora nuovo Piano del Commercio del Comune di Forlì che aveva seguito un lungo iter burocratico, nel 2016 e nel 2017, quando la giunta comunale del Pd era guidata dall’allora sindaco Drei, ed oggi è stato modificato: prima la superficie di vendita prevista era di 10mila metri quadri, con tre supermercati affiancati, ed oggi lo spazio è ridotto a 8.500, con varie opere di compensazione.

Le associazioni Confcommercio e Confesercenti, per voce dei due rispettivi direttori Alberto Zattini e Giancarlo Corzani si sono dette contrarie puntando l’indice anche contro l’ impatto che il nuovo grande supermercato avrebbe sulla viabilità della zona di Coriano già sotto stress.

E anche alcuni esponenti delle forze politiche della maggioranza di centrodestra hanno manifestato una certa contrarietà.

Davide Minutillo di Fratelli d’Italia ha già annunciato il suo voto contrario in consiglio comunale. E il capogruppo di Forza Italia, Lauro Biondi si dice “perplesso”.

avolio

Anche Daniele Avolio, già candidato sindaco del M5S , poi passato in Lega, boccia il progetto: “Nella scorsa legislatura mi sono battuto soprattutto dopo il passaggio al gruppo Lega contro gli iper mercati e le strutture commerciali di grandi dimensioni perché sono il principale killer del commercio di vicinato e del centro storico. Oggi a distanza di un anno mi ritrovo come esperto di commissione a visionare una Delibera che se approvata sarà il colpo di grazia alla rinascita della nostra città. Da ex consigliere comunale della Lega che si è battuto in campagna elettorale per sconfiggere l’egemonia cinquantennale della sinistra e dare alla città un governo che potesse farla risorgere, oggi mi sento tradito.”.

E a queste si aggiunge anche la voce di: Filippo Lo Giudice, segretario Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, che in una nota afferma: “Eravamo contrari allora, quando la giunta Pd del sindaco Drei presentò il nuovo Piano del Commercio del Comune di Forlì , e lo siamo anche oggi quando è stato presentato in commissione , con una giunta di colore politico diverso, il progetto del nuovo centro commerciale in via Bertini e Balzella. Avevamo detto allora che due aree commerciali, una al Ronco, prospiciente la rotonda tra viale Roma e via Zangheri e l’altra nel quadrilatero tra via Bertini-Balzella-Correcchio-Bernale (grandi supermercati per dimensioni paragonabili al ‘Globo’ di fronte all’uscita autostradale)avrebbero alterato il tessuto commerciale cittadino attualmente composto di piccolissime, piccole e medie strutture di vendita, portando alla chiusura di negozi già esistenti e conseguente perdita di posti di lavoro”.

lo giudice

Inoltre, il sindacato aggiunge al tema un’altra questione.

“Con gli effetti del blocco disposto per contenere l’epidemia da Covid-19, ed emergenza non ancora terminata, è plausibile assistere alla chiusura di piccoli esercizi commerciali. Allora, perché costruire nuovi centri commerciali se ci sono nelle vie del centro negozi da sostenere e rivitalizzare? Più volte abbiamo proposto la formula dei cosiddetti “centri commerciali naturali”, ovvero: unire, mettere in rete le attività nei centri storici per lo sviluppo di soluzioni condivise, dalle manutenzioni alla promozione di eventi al marketing, alla differenziazione del prodotto ed alla scontistica. Per proprio questo è il momento di agire, dando la possibilità a centinaia di piccole e medie imprese e artigiani di rafforzare la qualità dei loro servizi offerti venendo incontro a clienti e cittadini”: aggiunge Filippo Lo Giudice.

L’Ugl punta l’indice sulla situazione generale del comparto: A livello nazionale aumentano al Mise le vertenze sulla gestione dei maxi centri commerciali , con i lavoratori unici a pagare tra turni massacranti, domeniche e festivi al lavoro , a volte senza la giusta retribuzione, straordinari non pagati, flessibilità oraria senza limiti, ricatti, esuberi, “missioni” e licenziamenti. Il quadro nazionale è desolante, per non parlare del fatto che da più di 15 anni in Usa, dove sono nati i grandi centri commerciali, questo modello di vendita è in grave crisi. Perché non prendere atto delle cose?!”: si chiede Filippo Lo Giudice.

Secondo il sindacato Ugl non si tratta soltanto di affrontare il tema secondo un’ottica commerciale, ma inquadrare questo punto dentro un quadro di programmazione e sviluppo della città ideale del futuro: “E la Forlì che immaginiamo noi è quella che valorizza la propria storia, le proprie tradizioni ed anche i propri antichi mestieri, che non vorremmo mai barattare a vantaggio di un modello di vendita che non è più sostenibile”: conclude Filippo Lo Giudice.

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