Forlì, esposto Calderoni al CO.RE.GE. su spese elettorali di Zattini

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giorgio calderoni ph settesere.it

(Sesto Potere) – Forlì – 6 novembre 2019 – L’ ex candidato sindaco del centrosinistra alle amministrative del 2019 , attualmente consigliere comunale a Forlì, Giorgio Calderoni, ha illustrato oggi, nella sala Piero Calamandrei del comune di Forlì , nel corso di una conferenza stampa, i contenuti della sua interpellanza – in via di presentazione alla Presidente del Consiglio Comunale – relativa agli obblighi , statutari e di legge,  di rendicontazione, da parte del sindaco Zattini, circa le spese elettorali sostenute e la propria situazione patrimoniale.

Stesso richiamo in merito agli obblighi statutari e di legge in capo al vicesindaco, Mezzacapo, circa le spese elettorali sostenute e  la propria situazione patrimoniale.

Contestualmente, Giorgio Calderoni, ha comunicato di aver presentato – nella giornata del 24 ottobre scorso – un esposto al CO.RE.GE. (Collegio Regionale di Garanzia Elettorale) per la Regione Emilia-Romagna presso la Corte d’appello di Bologna , in merito a quelle che vengono considerate “alcune presunte anomalie e criticità” nella rendicontazione delle spese elettorali sostenute dal Sindaco Zattini e verificate – in seguito ad istanza di accesso – dallo stesso Calderoni in data 9 ottobre 2019 (de visu) e 10 ottobre (con lettura copia cartacea).

Riscontrando: “Criticità relative ad alcune voci di spesa che rivestono un innegabile rilievo politico, anomalie temporali su nomina del mandatario e chiusura del conto, anomalie funzionali e mancate indicazioni di alcuni soggetti erogatori di contributi e delle spese sostenute per l’utilizzo della sede elettorale”.

“Una regola fondamentale della democrazia liberale è che di tutto si deve poter chiedere conto e di tutto si deve dare spiegazione. In oltre, il rispetto delle regole e della trasparenza devono essere valori fondanti per chiunque, soprattutto se ricopre un ruolo istituzionale”: ha commentato Calderoni che,  citando una frase di Piero Calamandrei,  accademico italiano e tra i fondatori del Partito d’Azione, ha aggiunto: “Non c’è libertà senza legalità” , un principio che aveva più volte scandito , quest’ estate, in campagna elettorale.

 

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