Forlì, edilizia popolare: bilancio controlli progetto “Case sicure”

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(Sesto Potere) – Forlì – 31 agosto 2021 – Il tavolo di coordinamento del progetto “Case sicure” si è riunito per fare il punto della situazione. L’attività per garantire maggiore sicurezza nelle ‘case popolari’ è portata avanti in modo sinergico dall’Assessorato alla Sicurezza, dall’Assessorato al Welfare e dalla Polizia Locale, insieme all’Azienda ACER. 

Dall’avvio dell’importante iniziativa voluta dall’Amministrazione comunale di Forlì per migliorare la civile convivenza e la qualità della vita nelle abitazioni di edilizia popolare, sono stati eseguiti dalla Polizia Locale 173 sopralluoghi, sono state gestite complessivamente 153 segnalazioni, contestati 13 verbali per violazioni al Regolamento di Polizia Urbana e segnalati all’Autorità  Giudiziaria cinque persone per illeciti.

municipio di forlì

In particolare, nei mesi di luglio e agosto, è stato emesso un verbale amministrativo per un assegnatario che aveva subaffittato il proprio garage, sono state deferite all’Autorità giudiziaria due persone che abusivamente occupavano locali condominiali, sanzionato un assegnatario che ospitava in casa una persona extracomunitaria senza averne dato comunicazione alle autorità di Pubblica sicurezza con relativa segnalazione all’Acer, e un verbale nei confronti di un assegnatario che aveva acconsentito che il garage fosse adibito a dormitorio.

Inoltre – si legge in una nota dell’amministrazione comunale di Forlì – sono stati effettuati tre sequestri di autovetture di assegnatari ACER per mancanza di copertura assicurativa del mezzo e deferito un assegnatario per violazione dei sigilli apposti a un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo.

In queste ore, invece, sono stati avviati i procedimenti per la revoca dell’assegnazione di appartamenti nei confronti di una decina di persone rispetto alle quali, al termine delle opportune e meticolose verifiche, è emersa una mancanza dei requisiti necessari, sia per morosità, sia per comportamenti irrispettosi delle norme di civile convivenza.
In nessun caso – tengono a precisare gli amministratori – si tratta di assegnatari in condizioni di particolare fragilità sociale, fisica o economica.