(Sesto Potere) – Forlì –  26 novembre 2021 – E’ morto all’età di 95 anni il forlivese Sergio Giammarchi, già presidente della Cna Provinciale, ed ex combattente partigiano nella brigata Corbari,  nome di battaglia ‘E’ Rudarè‘ (l’arrotino). Della sua storia degli anni della guerra e della conoscenza di Silvio Corbari, Adriano Casadei e Iris Versari si era occupato, Diego Bianchi, conduttore della trasmissione tv ‘Propaganda live, in onda su La 7, più di un anno fa (Qui il video) (la foto in alto, ndr).

Si registrano messaggi di cordoglio.

“Addio Sergio, sei stato un esempio per tanti. Lo sono stati la tua storia, il tuo impegno per tenere viva la memoria, per promuovere il lavoro (dipendente e autonomo, senza distinzioni ideologiche) come valore fondamentale; lo sono stati il tuo spirito, la tua energia, la tua voglia di vivere”: scrive il deputato romagnolo di Italia Viva Marco Di Maio, ricordando nel giorno del suo decesso il partigiano Sergio Giammarchi, già presidente di Cna provinciale, attivo da sempre nella promozione della memoria verso le giovani generazioni. “Tutti noi e le generazioni future, nessuno escluso, ti saremo per sempre debitori per ciò che hai fatto – aggiunge il parlamentare – e per aver combattuto per regalarci la democrazia, la libertà, la vita così come abbiamo avuto la fortuna di conoscerla. Ci mancherai. Ciao Sergio”. 

L’ANPI provinciale Forlí Cesena e ANPI Comunale Forlì lo ricordano con una nota: “Ci ha lasciato Sergio Giammarchi, partigiano del battaglione Corbari. Piangiamo il combattente per la libertà, ma anche il testimone preciso e puntuale della storia della Resistenza. Perchè Sergio, per noi è stato questo. Sempre presente all’attività dell’associazione, sempre disponibile , Sergio ha portato la nostra storia nelle scuole, nei circoli, ovunque, sempre con lucidità e chiarezza, Classe 1926, Sergio è stato un esempio per tutti noi, attivo non solo nell’ANPI, ma anche nella CNA, da artigiano, e ‘Rudaren’, (l’arrotino) il soprannome dovuto alla sua professione, ha attraversato il secolo breve da protagonista. Noi dell’ANPI con lui perdiamo tanto, un esempio , un padre, un maestro. Ma ci impegneremo perchè il tanto che Sergio ci ha lasciato venga trasmesso a chi non ha avuto il privilegio di conoscerlo. Ci uniamo in un abbraccio ai figli e ai nipoti di Sergio.”

Anche il consigliere comunale del Pd Matteo Zattoni lo ricorda con un breve saluto: “Grazie Sergio, voglio ricordarti così, tenace ma sorridente, come sei sempre stato. Ti dobbiamo molto, forse tutto”.

Sergio Giammarchi in ufficio

Ed anche la consigliera Dem Elisa Massa ha parole di commozione: “Una perdita enorme per la nostra comunità. Grazie Sergio per il tuo insegnamento”.

Lo ricorda anche la Sezione mazziniana “Giordano Bruno di Forlì dell’Associazione Mazziniana Italiana: “La comunità mazziniana tutta partecipa al dolore della figlia Laura e dei familiari per la perdita del caro Sergio Giammarchi, partigiano forlivese della banda Casadei poi Corbari – Casadei. Sergio non ha mai fatto mancare il suo contributo alla nostra sezione condividendo a fondo gli ideali mazziniani e non facendo mai mancare la sua testimonianza ed il contributo ed il richiamo costante al valore della Pace, dell’Educazione, del senso civico e della coerenza tra pensiero e azione. Il suo esempio è luce per i giovani mazziniani che già lo piangono con rimpianto. Sergio ci mancherai moltissimo e tu lo sai.”

La tragica notizia della scomparsa di Sergio Giammarchi “ha colpito nel cuore” la comunità del PD Forlivese che in una nota scrive: “Sergio è stato per noi un simbolo di democrazia, di lotta per la libertà, ha incarnato i valori della Resistenza, è stato un testimone per le giovani generazioni, ma prima di tutto Sergio era un amico, un compagno. Il nostro primo pensiero va ai figli e a tutti suoi cari. Con Sergio se na va uno degli ultimi eroi che hanno dato la vita per garantire la nostra libertà, un Partigiano che ha lottato con le unghie e con i denti contro la dittatura e grazie al suo impegno, profuso fino all’ultimo, ha garantito una memoria che ci impegneremo a mantenere viva negli anni, grazie anche a coloro che ancora possono raccontare. Ora ci stringiamo nel dolore, ma fermamente consapevoli dei grandi regali che Sergio ci ha fatto durante la sua vita”.

Anche Italia Viva Forlì si unisce al cordoglio di tutta la comunità forlivese per la scomparsa di Gianmarchi: “Sergio con la sua vita e il suo impegno è stato un esempio per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo o sentire le sue innumerevoli testimonianze. La sua particolare attenzione ai giovani nel promuovere una coscienza critica raccontando la sua esperienza di vita, deve essere un monito per tutti noi a continuare l’opera di sensibilizzazione e divulgazione di un periodo storico così importante, ancora di più oggi alla luce dei totalitarismi e dittature contemporanee”.

Ed anche il Comune di Forlì, attraverso il sindaco Gian Luca Zattini, manifesta cordoglio: “Appena poco tempo fa, il 9 novembre anniversario della Liberazione di Forlì, la figura di Sergio Giammarchi con l’esempio di una vita e le parole sempre piene di saggezza, aveva assunto un ruolo centrale nella dimensione collettiva. Quel giorno non era potuto intervenire fisicamente alla cerimonia solenne ma aveva chiesto di condividere con tutti i presenti in Piazza Saffi il suo abbraccio forte e generoso, ricordando l’importanza di costruire quotidianamente progetti di Pace. La notizia della sua scomparsa suscita profonda costernazione. Ma in questo momento di dolore riconosciamo forte e vivo il valore della sua testimonianza che rimane un punto di riferimento fondamentale. Negli ultimi anni, soprattutto gli studenti delle scuole, dai bambini delle primarie fino agli universitari, hanno potuto apprezzare la caratura della sua memoria, vera e propria fonte di educazione civica che portava le giovani generazioni a misurarsi con i drammi della dittatura, della guerra e della povertà; con la voglia di emancipazione sociale e umana; con la necessità di costruire relazioni positive come base della convivenza. Mai una parola divisiva, mai un’espressione che non fosse fondata sul rispetto. Ai giovani ha sempre parlato dell’importanza della libertà, del senso del dovere, dei valori della Costituzione, del lavoro come strumento per affermarsi. Uomo della Resistenza, artigiano  – o meglio “e rudarè” come amava definirsi -, dirigente dell’associazionismo imprenditoriale, esponente del volontariato culturale, sportivo e sociale: Sergio Giammarchi lascia in consegna un prezioso patrimonio morale e civico. A noi spetta il compito di mettere a frutto il suo insegnamento, partendo dalla memoria che ha condiviso attraverso i libri, le interviste, i filmati. Ai suoi familiari, ai figli Laura e Pier Paolo, agli amati nipoti e alle loro famiglie, giungano i sentimenti di stima e affetto da parte della Città di Forlì. Ci uniamo nel cordoglio all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e alla CNA, realtà nelle quali ha ricoperto per lungo tempo ruoli di massimo rilievo. Alle tantissime persone che hanno condiviso con Sergio percorsi di amicizia, lavoro e impegno sociale giunga il conforto della nostra vicinanza”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, persone sedute e spazio al chiuso
Sergio a iniziativa Anpi di Verona

Si registra inoltre il messaggio dei consiglieri comunali Federico Morgagni e Giorgio Calderoni, del gruppo, che scrivono: “Sergio Giammarchi ha incarnato per migliaia e migliaia di forlivesi di tutte le età il simbolo stesso della lotta di Liberazione. Era impossibile non commuoversi, appassionarsi ed entusiasmarsi ascoltandone la testimonianza, i ricordi di Corbari, Iris Versari e Casadei, delle lotte, dei sacrifici ma anche delle gioie ed emozioni che accompagnarono la rinascita della nostra città e del nostro Paese dopo la lunga oppressione del regime.
Per decenni Sergio Giammarchi ha fatto conoscere a tantissimi ragazzi e studenti la Resistenza fuori da ogni retorica e frase di circostanza, come il racconto meraviglioso di una generazione di giovani che, dopo 20 anni di oppressione fascista, prendeva in mano il proprio destino e sceglieva di battersi per riconquistare la democrazia, la giustizia e la libertà. Per tutta la sua vita, Sergio Giammarchi è stato un antifascista, un democratico, un simbolo della nostra città e un esempio per tutti noi. La  sua scomparsa lascia i forlivesi più poveri della sua persona, ma più ricchi di un grande patrimonio di valori e memoria. Nell’unirsi al cordoglio dei famigliari e di tutti gli antifascisti, è doveroso riaffermare l’impegno di tutta la nostra comunità a continuare a battersi per quegli ideali di pace, libertà e democrazia nei quali Giammarchi ha creduto ed è vissuto”.

E ancora il ricordo di Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia e segretario territoriale del Pd: “La morte di Sergio Giammarchi è una grande perdita. Perdiamo il partigiano “Rudaren” che ha combattuto per la libertà di tutti. Perdiamo l’uomo che ha continuato per tutta la vita a lottare per quei principi con impegno e passione tra le persone, nelle associazioni, nelle scuole. Perdiamo un pezzo di storia della Resistenza e di Forlì. Ma non perderemo mai il suo esempio. Ciao Sergio.

Si registra il cordoglio del sindaco di Meldola, Roberto Cavallucci, che scrive: “Esprimo a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera Città di Meldola il profondo cordoglio per la scomparsa del Partigiano Sergio Giammarchi custode dei valori della nostra Costituzione. La comunità tutta perde un indiscusso protagonista della Resistenza locale al nazifascismo durante la seconda guerra mondiale; un uomo sempre in prima linea che si è personalmente impegnato ed ha lottato per tutta la sua vita per l’affermazione di quei valori di giustizia e libertà che oggi consentono a noi di vivere in pace. Con il suo esempio e con le sue parole Sergio è stato testimone, per intere generazioni di giovani, di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza. E’ stato dalla parte giusta, è salito in montagna per noi, per tutti, per quegli ideali democratici che oggi in sua memoria dobbiamo custodire e difendere. Sergio, Grazie!”.

Sergio a iniziativa Anpi nazionale

Anche l’Anpi nazionale piange quello che definisce: “il combattente per la libertà, ma anche il testimone preciso e puntuale della storia della Resistenza. Perchè Sergio, per noi è stato questo. Sempre presente all’attività dell’associazione, sempre disponibile , Sergio ha portato la nostra storia nelle scuole, nei circoli, ovunque, sempre con lucidità e chiarezza, Classe 1926, Sergio è stato un esempio per tutti noi, attivo non solo nell’ANPI, ma anche nella CNA, da artigiano, e Rudaren, (l’arrotino) il soprannome dovuto alla sua professione, ha attraversato il secolo breve da protagonista. Noi dell’ANPI con lui perdiamo tanto, un esempio , un padre, un maestro. Ma ci impegneremo perchè il tanto che Sergio ci ha lasciato venga trasmesso a chi non ha avuto il privilegio di conoscerlo. Ci uniamo in un abbraccio ai figli e ai nipoti di Sergio”.

Come l’Anpi di Verona che in una nota scrive: “Apprendiamo con profonda tristezza la notizia della scomparsa del partigiano Sergio Giammarchi, che era stato ospite della nostra sezione il 18 maggio 2019. Giammarchi era stato giovanissimo partigiano nel “battaglione Corbari”, combattendo al fianco di Silvio Corbari e Adriano Casadei, figure fondamentali della Resistenza romagnola, poi barbaramente uccisi dai nazifascisti con un’esecuzione pubblica. Nel corso della sua visita (vedi foto qui nella pagina, ndr), Sergio ci aveva raccontato la sua esperienza e quella dei suoi compagni di lotta del “battaglione Corbari”, raccolte nel volume da lui scritto “Una storia partigiana”, testimoniando al contempo anche la necessità di un impegno profondo e costante a favore della pace, tema sempre presente nei suoi interventi pubblici. La visita veronese di Sergio Giammarchi aveva segnato anche l’inizio di un significativo legame, che dura tutt’ora, fra la nostra sezione e quella di Forlì. Legame stabilito grazie all’impegno di Enzo Corti, membro del nostro comitato di sezione e nipote dell’omonimo Enzo Corti, partigiano dello stesso “battaglione Corbari”, catturato sui colli forlivesi e poi assassinato a Verona. Esprimiamo il nostro più sincero cordoglio ai familiari di Sergio, ad Anpi Forlì-Cesena e a Zino Tamburrino, per tanti anni vero e proprio angelo custode di Sergio”.

E l’ex assessore comunale ed oggi consigliera comunale del Pd di Forlì, Sara Samorì, scrive: “Forse è un caso se te ne sei andato “salutandoci” con un altro appuntamento importante nella nostra Memoria collettiva, quella della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. O forse no. Se chiudo gli occhi, ti rivedo in tanti di quei momenti passati insieme, in tanti anniversari che celebrano, difendono e i rilanciano i nostri valori democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica. Non posso e non potrei elencare tutti quei momenti nei quali la tua presenza, accendeva l’orgoglio e la speranza. Non posso. In questo momento; l’emozione metterebbe in gioco la memoria, facendomi qualche scherzo. Ti ricordo però, sopra ogni cosa, dietro, davanti, intorno a quei banchi dove incontravi i più piccoli, i nostri ragazzi, incrociando i loro sguardi, sorrisi, bronci, senza mai stancarsi di rispondere alle curiosità, raccontare il valore dell’ antifascismo, l’uguaglianza, la libertà. La Pace. Sei e rimarrai il più autentico esempio di come si esercita (e si fa) memoria testimoniandolo con la propria vita. Sopra ogni cosa, ci hai insegnato il valore del Bene comune. Più importante dei particolarismi. Mai conosciuta una persona così”.