(Sesto Potere) – Forlì – 19 gennaio 2022 – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del gruppo consiliare Forlì e Co. (nella foto in alto: Calderoni e Morgagni) dedicato al nuovo regolamento della Polizia municipale, una delibera approdata nell’ultima seduta del Consiglio comunale:

“Il Consiglio comunale ha discusso il nuovo regolamento della Polizia municipale, la cui adozione si è resa necessaria a seguito del rientro del Corpo in seno all’Amministrazione dopo il recesso dall’Unione dei comuni. Nonostante i quasi due anni trascorsi dalla decisione di recedere, il Comune si è presentato al dibattito consiliare con una proposta autoreferenziale, di dubbia coerenza con le normative regionali ed impostata su presupposti organizzative inefficienti e confusi.

Il primo elemento di criticità del provvedimento è il fatto che non sia stato discusso (e addirittura nemmeno presentato) con le Organizzazioni sindacali dei lavoratori della Polizia locale, e questo sebbene il documento tratti delle condizioni lavorative degli agenti.
Tale condotta, ispirata a principi che sono all’opposto di quella prassi di corrette relazioni sindacali che un’Amministrazione pubblica deve essere la prima a promuovere e esercitare, è stata per di più reiterata anche negli ultimi giorni, sebbene al Sindaco sia pervenuta una formale richiesta di incontro e confronto da parte dei sindacati.
Il risultato è che il Comune di Forlì si trova ora sull’orlo dell’apertura di un contenzioso sindacale con i propri lavoratori, e tutto ciò solo a causa dell’imperizia della Giunta.


Venendo al merito, i regolamenti per il funzionamento della Polizia municipale devono essere in linea con gli indirizzi della normativa vigente in materia, la legge regionale del 2003.
Quello approvato dalla maggioranza invece se ne allontana su un aspetto assai rilevante, nella misura in cui definisce una sorta di diarchia ai vertici della nostra Polizia locale, attribuendo al Vice-Comandante tutte le competenze tecniche proprie della figura del dirigente.
In sostanza, si va a cristallizzare la pessima scelta della Giunta di non procedere alla nomina di un nuovo comandante dopo il rientro dei Vigili dall’Unione, spacchettando le funzioni proprie di questa figura fra un dirigente amministrativo, privo di qualunque esperienza in materia di Pm, e una Posizione organizzativa, priva delle qualifiche prescritte per la funzione di comando.
Nel delicato momento della sua riorganizzazione, la Polizia locale si trova dunque priva di un comando unificato e, di conseguenza, esposta a una situazione di caos e sovrapposizione di competenze, a tutto danno di un’efficace gestione operativa e della sicurezza dei cittadini.

Oltre che disfunzionale in termini organizzativi e dannosa per i cittadini, la diarchia fra i comandanti alimenta altresì fondati timori di un contrasto con la normativa regionale.
In ballo c’è il rischio che la Polizia municipale si trovi priva dei requisiti per il riconoscimento come “Corpo” e, di conseguenza, possa perdere i benefici connessi (finanziamenti, dotazioni, ecc..).

Ancora una volta, purtroppo, la maggioranza ha rifiutato qualsiasi proposta di miglioramento del testo avanzata dalle opposizioni, impiegando invece ore e ore per dirimere i propri contrasti interni (addirittura uno dei gruppi di maggioranza ha finito per disertare la seduta e il voto).
Da parte nostra, abbiamo intrapreso i passi necessari a verificare che non vi sia il rischio che il contrasto con la normativa vigente in materia porti la Polizia municipale di Forlì a perdere lo status di “Corpo di polizia”, al fine di sventare i danni che ciò provocherebbe per tutti i forlivesi e i lavoratori e lavoratrici della Pm.