Forlì, Dori e Zanetti (Tutto a sinistra) e “l’indegno panem et circenses” del sindaco Zattini

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Dori e Zanetti ph Eraldo Taioli

(Sesto Potere) – Forlì – 7 agosto 2020 – Continuano a far discutere le dichiarazioni del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini che , nel corso della Festa della Lega a Milano Marittima, ha partecipato ad un dibattito con alcuni sindaci del centrodestra (vedi foto qui sotto) ed ha parlato della sua esperienza amministrativa da quando il centrodestra ha conquistato la maggioranza a Forlì.

Nel corso della sua intervista con la giornalista e conduttrice televisiva Gaia Mombelli (qui il video) , Zattini ha fra l’altro preso di mira quello che ha definito: “il senso di superiorità che di solito esprime chi è di sinistra“, rivendicato l’operato delle giunte di centrodestra alla guida di alcuni Comuni grandi e piccoli della nostra regione , aggiungendo: “Ci riteniamo più bravi della sinistra che se la canta e se la suona”

Oggi si registra la replica di Marco Dori e Lodovico Zanetti , del coordinamento “Tutto a sinistra – La sottile linea rossa”,  che in una nota hanno dichiarato: “L’intervento di Zattini alla festa della Lega di Milano Marittima è a dir poco ingenuo e imbarazzante al tempo stesso. Ingenuo: perché riesce solo ad inanellare una serie di luoghi comuni (“la sinistra se la canta e se la suona”) come fanno i bambini quando litigano. Imbarazzante: perché, pur se questa giunta sta sopravvivendo palesemente di rendita, grazie al lavoro fatto dai predecessori, non riesce a fare altro che sterili e puerili attacchi. Zattini crede di conquistare il favore della Città con un indegno “panem et circenses”, promettendo parcheggi in piazza Saffi, illuminando i campanili a Natale, promettendo telecamere ovunque e dando ragione più o meno a tutti: ma la verità è tutt’altra”.

Dori e Zanetti ph Eraldo Taioli

“La verità è quella nascosta nella recrudescenza dei tributi locali (spaccando la sua stessa maggioranza), è quella che fa leva sul sentimento di insicurezza della popolazione, nemmeno fossimo nel Bronx newyorkese, è quella degli interventi contro i migranti fatti in campagna elettorale, all’ombra del suo “grande elettore” e mentore, Salvini. Grazie al “non lavoro” di questa giunta, la cui vittoria ricade integralmente sulle incomprensibili divisioni del centro sinistra su cui ancora manca una seria analisi, e non certo della qualità dei vincitori – non dimentichiamolo – oggi Forlì si trova a vivere uno dei momenti più bui della sua storia recente. Non ci sono piani “noti” rispetto alle opere pubbliche, non c’è trasparenza di alcun tipo sui “conti” della città (si sa solo che Zattini e il suo manipolo di sodali, hanno trovato un tesoretto lasciato dalla sindacatura precedente) visto che per ora, tutte le promesse elettorali, sono lettera morta”: affermano Marco Dori e Lodovico Zanetti.

Sempre nel corso del suo intervento alla Festa della Lega Zattini ha fra l’altro asserito che: “La Romagna era impermeabile all’alternanza, noi abbiamo iniziato con comuni più piccoli, ora siamo a Forlì dopo 50 anni di sinistra, dimostrando che sappiamo governare“.

“Ma s’è dimenticato che a proposito della precedente esperienza a Meldola, il suo mandato è stato prontamente annientato grazie al ritorno di una giunta di sinistra: non sembra un gran risultato, a ben vedere. Ma non solo. Anche tra quei suoi avversari,  vittime di sonore batoste, e che prontamente hanno pensato bene di cambiare bandiera, come nello stile delle banderuole, c’è chi lo critica aspramente per non aver ridotto il livello di imposizione locale.
Ciò nonostante, il nostro ineffabile ‘Primo Cittadino’, si permette di criticare quel centrosinistra che gli ha regalato la vittoria e di attaccarla dal palco di un consesso leghista che, non dimentichiamolo, è la sua colonna portante: senza se e senza ma”: concludono Marco Dori e Lodovico Zanetti.

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