Forlì, discriminazione di genere. Morgagni (“Forlì e Co.”) chiede dimissioni Cintorino

(Sesto Potere) – Forlì – 1 dicembre 2019 – Oltre 2.000 duemila firme raccolte in settimana, una manifestazione pubblica e pacifica andata in scena ieri  pomeriggio, con la partecipazione nonostante il freddo di centinaia di cittadine e cittadini, richieste di chiarimenti e dimissioni presentate dalla sinistra in consiglio comunale… monta la protesta contro la decisione dell’amministrazione comunale a guida centrodestra di bloccare un progetto promosso da due associazioni locali di volontariato «Un secco no» e «Delfi», contro le discriminazione di genere e orientamento sessuale. Ne hanno parlato anche i media nazionali ed è intervenuto anche  anche l’assessorato regionale alle pari opportunità guidato da Emma Petitti.

Morgagni

Un  progetto che prevedeva  una giornata di formazione intensiva con un focus giuridico e psicologico destinato al personale del Comune, operatori di consultori, anagrafi e centri antiviolenza (impegnati sia in operazioni di front office che di assistenza sociale) «sulla cultura dell’integrazione in un’ottica di genere e pari opportunità», come recitava il nome stesso progetto.
Un progetto vincitore assieme ad altre iniziative di un bando di 32mila finanziato dal Regione, con un contributo di circa 2mila euro approvato dalla vecchia giunta comunale di centrosinistra nell’ aprile scorso. Da segnalare che gli altri progetti contro la violenza sulle donne risultati vincitori del bando regionale sono stati invece approvati dal Comune.

Considerato tutto questo, secondo Federico Morgagni, capogruppo di “Forlì e Co.”, s’è avuta “l’ennesima prova dell’isolamento della giunta Zattini rispetto al sentire dei forlivesi sui temi della lotta alle discriminazioni, della tutela delle pari opportunità e della promozione di una cultura del rispetto”.

“A questo punto riteniamo che la Giunta non abbia che un modo per porre fine a questa vicenda incresciosa e dare prova di voler veramente rispettare il proprio compito di rappresentare e tutelare tutti i cittadini di Forlì: dare finalmente operatività ad un progetto utile che renderà la nostra città più accogliente e paritaria. Diversamente, ci associamo alla richiesta che l’assessora Cintorino rimetta al Sindaco la delega alle Pari Opportunità, cosicché questa possa essere attribuita a qualcuno che le pari opportunità sia interessato a garantirle sul serio e a tutti”.

La stessa assessora, Cintorino,  replicando alle accuse ha preso di mira   il Pd  indicandolo per aver  “voluto montare un caso”. E giovedì scorso in consiglio comunale è stata interrogata dalle opposizioni in merito a quale fosse il contrasto fra “l’adesione alla famiglia tradizionale”  e l’autorizzazione di un progetto di formazione contro la

zattini e cintorino

violenza di genere e le discriminazioni per orientamento sessuale.

“Ma l’assessora – racconta  Federico Morgagni –  si è ben guardata dal rispondere alla domanda e ha invece fornito invece l’ennesima motivazione, la quinta o sesta diversa nel giro di pochi giorni, sulle cause della sospensione del progetto. Una motivazione, per di più, ancora più grave e irricevibile delle precedenti. La giustificazione addotta stavolta è stata infatti che il progetto e il suo focus fossero inutili, visto che le persone LGBT non subirebbero nessuna discriminazione in più degli altri cittadini. Tale dichiarazione è davvero stupefacente: ogni tipo di fonte e ricerca –dai dati Istat alle relazioni delle Forze dell’Ordine, a tutti gli studi esistenti relativi al nostro Paese come ad altri– chiarisce che le persone LGBT sono molto più a rischio di violenze, bullismo e discriminazioni”.

“Da qui la necessità di progetti come quello in questione, dei quali le stesse persone LGBT ben volentieri farebbero a meno, se potessero vivere in una società completamente libera e accogliente, senza essere esposti a discriminazioni o minacce per il proprio orientamento sessuale. Tutto questo sempre che l’assessora Cintorino non abbia elementi che la inducano a pensare che qui da noi le cose siano diverse; nel qual caso la invitiamo a condividerli con tutto il resto dell’umanità, visto che configurerebbero Forlì come una eccezione mondiale.   Ma siccome così non è, ribadiamo che è tempo di finirla con le scuse e di dare attuazione al progetto. Oppure è venuta l’ora di rimettere una delega che, evidentemente, non si è in grado di esercitare con competenza”: conclude il capogruppo di “Forlì e Co.”  Federico Morgagni.

 

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