Forlì capitale italiana della cultura? Di Maio (Iv): Sì, ma non così.

0
99
di maio

(Sesto Potere) – Forlì – 7 gennaio 2020 – Anche il deputato forlivese di Italia Viva, Marco Di Maio, interviene sul tema dell’ Unione di Comuni della Romagna forlivese candidata a  capitale italiana della cultura.

“La candidatura a capitale italiana della cultura è una cosa seria, che non si può improvvisare in pochi mesi o settimane. Richiede un lavoro accurato e approfondito, il preventivo coinvolgimento di tutti gli attori culturali, economici e istituzionali di una città e del suo territorio. Ha bisogno di un impegno trasversale alle forze politiche e di non essere materia da campagna elettorale”: afferma in un post sulla sua pagina Fb Marco Di Maio.

“Per primo nel 2018 ho lanciato questa proposta, ma non a caso con l’orizzonte dei quattro-cinque anni successivi. Le reazioni furono derisorie da parte da chi stava all’opposizione (e oggi, in posizione diversa, firma questa candidatura); mentre parte del mio schieramento risposte con contrarietà e assoluta inazione da parte dei partiti che sostenevano la giunta Drei (compresi quelli che si dicono “soddisfatti”, non si capisce di cosa; ma bene che si cambi idea anche se tardivamente)”: aggiunge il parlamentare di Italia Viva.

“Ora si riprende questo progetto e mi fa piacere; ma lo si fa in modo sbagliato, in piena campagna elettorale e proponendo la candidatura a città capitale italiana della cultura del 2021 un ente, come l’Unione dei Comuni, che pare destinato alla chiusura proprio nel 2021. Tra l’altro per l’anno successivo a Parma, che nel 2020 é la capitale italiana”: afferma Di Maio.

“Forlì ha tutte le carte in regola per concorrere a questo risultato, ma soprattutto ha bisogno di un progetto che guardi a un futuro più lontano e la costruzione del progetto di candidatura sarebbe l’occasione per farlo. Possiamo contare su una vivacità del tessuto culturale, associazionistico ed economico che pochi possono vantare; sulle grandi mostre e su altri eventi di rilevanza nazionale e internazionale assieme a una grande quantità di eventi di statura minore, ma di qualità. Forlì – col suo comprensorio – deve ambire a questo titolo, ma per i prossimi anni, magari il 2023 o 2024, con un progetto che la veda capofila di un territorio più ampio e con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti, senza distinzioni”: dichiara il deputato forlivese di Italia Viva.

“Candidarsi con l’Unione dei Comuni “tanto per provarci” come ha detto il sindaco di Forlì (e presidente dell’Unione) Gian Luca Zattini, è un errore che rischia di gettare alle ortiche una concreta possibilità. Peccato”: è la conclusione di Di Maio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here