Forlì, assessore Cintorino: “No a fondi pubblici per iniziative gay”. E’ polemica

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zattini e cintorino

(Sesto Potere) – Forlì – 25 novembre 2019 –  L’assessore alle pari opportunità del Comune di Forlì Andrea Cintorino , in vista delle iniziative   contro la violenza sulle donne ha confermato che l’amministrazione  non adotterà politiche di sostegno al messaggio Lgbt (lesbo, gay, bisex e transgender) e di conseguenza non concorrerà con finanze pubbliche alla realizzazione di progetti “per la prevenzione e il contrasto alle prevaricazioni legate al genere e all’orientamento sessuale”. La motivazione è nella volontà da parte della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Zattini di aderire ad un modello “di famiglia tradizionale”. 

zattini e cintorino

Ne è nata una lunga scia di polemiche  con le associazioni ‘Un secco no’ e ‘Delfi’ che hanno bollato questa scelta del Comune come “sconcertante”. Si tratta di progetti già finanziati dalla Regione nati con l’obiettivo di contrastare e prevenire la violenza di genere e le discriminazioni per orientamento sessuale che coinvolgerebbero un ampio gruppo di associazioni attive sul territorio.

Il  consigliere comunale di “Italia Viva” Massimo Marchi  ha dichiarato: “Non è accettabile che ancora oggi si discuta di quale sia il modello di famiglia da considerare “normale” e che soprattutto un assessore con la delega alle pari opportunità si lasci andare a dichiarazioni discriminatorie”. “Già dalle linee programmatiche esposte dal sindaco in Consiglio Comunale avevamo inteso come la giunta non considerasse le questioni di genere con la dovuta importanza. Da cristiano praticante ho rispetto per tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento, e credo fermamente che l’amministrazione debba essere al di sopra delle parti e garantire parità di genere a tutti”. “Inoltre ricordo all’assessore – ha aggiunto Marchi – che i progetti in questione, fondamentali per il contrasto alle discriminazioni di genere, erano già stati approvati da parte dell’amministrazione Drei con una delibera comunale immediatamente eseguibile. Pertanto la giunta avrebbe dovuto soltanto renderla operativa. Non ci sono cittadini di serie A e di serie B: speriamo che l’assessore torni sui propri passi e pensi al bene dei propri cittadini, piuttosto che farsi portavoce di superate visioni della famiglia e della società soltanto per strizzare l’occhio ad una parte del proprio elettorato” ha concluso l’esponente di Italia Viva.

Articolo Uno di Forlì parla di “una scelta molto grave e inaccettabile sotto numerosi punti di vista” con una  motivazione  portata dalla giunta  per giustificare la sua scelta del tutto “irricevibile”.  “Cosa c’entra il fatto di aderire ad un modello di famiglia tradizionale (qualsiasi cosa questo significhi) con l”impedire azioni di contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni  basate sull’orientamento sessuale?”: si chiede Articolo Uno Forlì.

“Il Comune ritiene che non sia suo compito tutelare e proteggere i cittadini che subiscono questi vergognosi  soprusi?  La decisione della Giunta avrà come unico esito di far perdere al nostro  territorio risorse già  stanziate dalla Regione per attività di cui vi è necessità, senza dimenticare che è da capire se non vi sia il rischio di far saltare l’insieme di tutte le azioni che costituivano il progetto (alcune già svolte come ad esempio Women’s wall) e di far perdere i finanziamenti a tutte le associazioni partner”: aggiunge Articolo Uno che invita il  Comune “a ritirare immediatamente la sua decisione o, in assenza di questo, che la Regione Emilia Romagna chiarisca se il progetto  può essere mutilato di una sua parte fondamentale”.

Ed anche Maria Teresa Vaccari, segretaria comunale del PD di Forlì interviene considerando “molto grave” la decisione della giunta Zattini: “Si  tratta di una decisione senza precedenti, relativa ad un progetto che è risultato assegnatario di contributi in base alla partecipazione ad un bando regionale e che, essendo stato già approvato dall’Amministrazione precedente con delibera immediatamente eseguibile, avrebbe dovuto solo essere reso operativo. La cosa più soprendente, però, è la motivazione comunicata dall’Amministrazione Comunale sui motivi del ripensamento all’associazione proponente “Un secco no”: “Progetto non autorizzato perché questa Amministrazione aderisce, in coerenza con il programma elettorale, ad un modello di famiglia tradizionale”. Non si comprende come il modello di “famiglia tradizionale”, a cui si rifà la giunta Zattini, sarebbe messo in discussione da attività volte, citando la delibera del Comune, “a promuovere le competenze professionali degli operatori dei vari

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servizi pubblici e dell’associazionismo, rispetto alle relazioni e comunicazioni in tema di discriminazioni dovute all’orientamento sessuale”.

“La parità ed il rifiuto di ogni discriminazione sono valori tutelati anche dalla nostra Carta Costituzionale, perciò non possiamo tacere se una Amministrazione Pubblica impedisce attività e progettazioni che sul territorio puntano ad affermare questi valori. Senza contare gli aspetti tecnici e formali di questo recesso che sono tutti da valutare. La gravità di questa scelta, unita alla totale mancanza nel programma della giunta Zattini di indirizzi politici volti a realizzare la parità di genere, superare le discriminazioni, promuovere la cultura del rispetto delle diversità, conferma il sospetto che si voglia imporre una visione anacronistica e stereotipata della società, della famiglia e della donna, che non ci appartiene e che ci impegniamo a contrastare dentro e fuori dal Consiglio Comunale”: conclude Maria Teresa Vaccari.

 

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