(Sesto Potere) – Forlì – 20 gennaio 2022 – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giovanni Amadori, nella foto in alto, esperto esterno nominato dal gruppo Centrodestra per Forlì in III commissione consiliare del Comune di Forlì:

“Non mi hanno mai appassionato le polemiche fini a sé stesse: come quelle che sto leggendo diffusamente ad oggi su quotidiani on line e su carta stampata sulla “sofferenza” – sotto gli occhi di tutti – dell’hub di via Punta di Ferro. Preferisco portare soluzioni rispetto alla sterile polemica. Mi sono quindi posto delle domande ricevendo risposte frutto di un confronto diretto con gli addetti ai lavori, nei contesti sanitari ed in particolare infermieristici.

Uno strumento per risolvere lo stallo cui tutti assistiamo sgomenti – file interminabili e liste d’attese spesso dimenticate presso l’hub di Forlì, in particolare – è previsto ed è già stato utilizzato dall’ASL Romagna.

Per risolvere la carenza di personale da applicare nella esecuzione di tamponi molecolari, vaccini e anticorpi monoclonali si è ricorso ai cosiddetti “POA: Prestazioni orario aggiuntivo” consistenti in una sorta di “straordinari” adeguatamene retribuiti con i quali è stata richiesta la disponibilità, a infermieri e medici – anche in pensione – per il tramite dei rispettivi dirigenti, per supportare con la propria attività (anche extra turno) i relativi hub (per eseguire tamponi e vaccini) allo scopo di decongestionarne l’intasamento determinato dall’ampio afflusso di utenti, ad oggi fuori controllo.

Ciò è avvenuto previo adempimento di un breve periodo di formazione per la specifica mansione.

Tale formazione oggi potrà essere eliminata per la previsione da parte della nostra regione dei test domiciliari (e quindi svolta da cittadini certamente mai formati).

Ricorrendo ai “POA” il reclutamento può avvenire su semplice richiesta della direzione sanitaria – ASL Romagna – presso i vari comparti anche ospedalieri, individuando la disponibilità di quanti fossero interessati per poi “applicarli” a supporto dei pochissimi che, ad oggi, vengono sottoposti a turni massacranti.

Penso con ciò, in particolare, agli effetti di un immediato alleggerimento della pressione che gli hub subiscono per la carenza di personale ivi applicato, con particolare beneficio soprattutto nei giorni festivi e previo e necessario ampliamento delle relative fasce orarie di accesso da portare alla apertura alle ore 7,00 a fronte dell’attuale orario previsto per le h. 8,45.

Non mi risulta – con sorpresa – che questa strada sia stata percorsa nelle ultime settimana da parte della Direzione Sanitaria (per contro, giova ripeterlo, ciò avvenne ad inizio emergenza per tamponi e vaccini). Porterò in terza Commissione questa mia riflessione in occasione dell’auspicato confronto con i vertici di ASL Romagna – già richiesto (dal gruppo di Davide Minutillo, ndr) e che qui pure io sollecito”.