(Sesto Potere) – Forlì – 3 febbraio 2022 – Anche Giovanni Amadori, in qualità di esperto del Centrodestra per Forlì ha partecipato ai lavori dell’ultima assemblea della Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì, con l’insediamento della presidente, Maria Teresa Rinieri.

“Ho condiviso il discorso, l’ analisi e il proprio piano di lavoro e programmazione di Maria Teresa Rinieri. Prendo favorevolmente atto che ha compiutamente accolto il mio auspicio – già da me esposto nelle precedenti assemblee – di ampliare il raggio di operatività della stessa commissione ben oltre l’angusto ambito delle sole parità di genere”: scrive Amadori in una nota.

E la presidente Rinieri ha aperto a questa possibilità di estendere il campo di operatività della Commissione.

“Si rende necessario dunque ricomprendere e programmare un ampliamento del perimetro operativo, prestando particolare attenzione a quei contesti sociali ove le opportunità di tutti non sono rispettate in egual modo. Penso in particolare agli anziani, ai portatori di disabilità, alla integrazione sociale nel fenomeno migratorio, alle disparità e disagi determinati da problematiche economiche quanto mai attuali e purtroppo in continua crescita”: elenca Amadori.

Nel corso del suo intervento l’esperto del Centrodestra per Forlì si è soffermato in particolare sulla necessità di intervenire sul Piano urbanistico generale che vedrà la città di Forlì proiettata nei prossimi decenni.

In particolare ritengo si debba investire – ricorrendo ai fondi del PNRR – integrando il PUG in un contesto di rinnovata urbanizzazione abbattendo le barriere architettoniche. Un processo che definisco: “sbarierizzazione di Forlì”. Un valore aggiunto questo, in una visione per una “città moderna e sociale” e previsto anche nell’ultima finanziaria 2022 ove è previsto un “Bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche” che contempla una detrazione per le spese sostenute in merito alla realizzazione di interventi finalizzati al loro superamento, in contesti privatistici. A maggior ragione l’ente pubblico non può e non deve dimenticarsi di intervenire con decisione in un contesto così importante e percepito da tutti”: conclude Giovanni Amadori.