Forlì, albero piantato in Corso Diaz. Multa del Comune. I Verdi presentano esposto in Procura e ricorso al Giudice di Pace

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il momento della piantumazione

(Sesto Potere) – Forlì – 6 luglio 2020 – Il fatto aveva fatto parlare le cronache locali nell’inverno del 2015: per aver piantato un albero in corso Diaz, di fronte alla casa di Roberto Ruffilli, a Forlì, l’ex senatore dei Verdi Sauro Turroni, lo storico attivista del “sole che ride” Fausto Pardolesi e Alessandra Senzani, tutti componenti del Comitato per la salvaguardia degli alberi di Forlì, vennero denunciati dal Comune perché, a dire dell’ente l’iniziativa s’era svolta senza alcuna autorizzazione.

il momento della piantumazione

Un gesto rivendicato dagli organizzatori come atto di tutela ambientale celebrata non a caso nella Giornata della Festa dell’Albero. Poi,  in udienza davanti al gip i tre vennero assolti con formula piena.

Oggi in conferenza stampa, i Verdi di Forlì hanno spiegato i fatti e illustrato retroscena e novità. Fra queste c’è il rigetto da parte del Comune della impugnativa della sanzione amministrativa, avvenuta pochi giorni fa, con un’ ulteriore ordinanza – ingiunzione. Che è stata immediatamente impugnata di fronte al Giudice di Pace

“La festa degli alberi del 21 novembre 2015 si verificava al termine di una lunga vicenda che aveva portato alla costituzione del Comitato per la salvaguardia degli alberi di Forlì, che aveva visto fronteggiarsi l’Amministrazione ed in particolare l’allora Assessora al Verde e vicesindaca  e i tecnici del settore  a causa di un unico progetto definito di riqualificazione di Corso Diaz, di Viale Bolognesi e via Fronticelli Baldelli in cui si prevedeva l’abbattimento di tutti i grandi bagolari presenti in corso Diaz così come era avvenuto ai pini di via Bolognesi. Il Comitato aveva raccolto 5000 firme per contrastare l’abbattimento dei bellissimi bagolari e alla fine, dopo pubbliche assemblee, confronti tecnici, lo stesso Sindaco Drei aveva deciso di non procedere con l’abbattimento dei bagolari. Ciò aveva provocato malumore e risentimento nei sostenitori dei tagli e ciò si è riflettuto in talune reazioni da parte del Comune nei confronti di un intervento di piantumazione di un albero in Corso Diaz in occasione della Festa degli alberi. Sauro Turroni, Fausto Pardolesi  e Alessandra Senzani , componenti del Comitato per la salvaguardia degli alberi di Forlì, unitamente ad altri avevano messo a dimora un albero in occasione della festa degli alberi del 21 novembre, accogliendo anche l’invito formulato alcuni giorni prima dal Ministro dell’ambiente  Onorevole Galletti, che in occasione degli Stati Generali del Verde Urbano, il giorno 18 novembre aveva invitato a piantare un albero in  ogni città in memoria delle persone morte a causa del terrorismo a cominciare dal direttore del museo del Cairo assassinato pochi giorni prima”: raccontano oggi i Verdi.

albero piantato

“Le ragioni che avevano indotto i componenti il Comitato a piantare l’albero definito “ della Libertà” erano state ampiamente descritte e motivate nella lettera  che  Senzani, Pardolesi unitamente ai consiglieri Bertaccini e Peruzzini avevano inviato al  Sindaco di Forlì invitandolo a partecipare personalmente alla festa.  La piantumazione dell’albero di fronte al civico 166 di Corso Diaz era poi avvenuta in un luogo quanto mai significativo per Forlì e per lo Stato italiano, simbolo della barbarie del terrorismo, che nel 1988 soppresse il Sen. Roberto Ruffilli. Il Comune promosse però una denuncia penale e una sanzione amministrativa, sfociata la prima in una assoluzione perchè il fatto non costituiva reato.   Oltre quattro anni dopo invece si è verificato il rigetto da parte del Comune della impugnativa della sanzione amministrativa, avvenuta pochi giorni fa, con ben 9 pagine scritte fittissime di una ulteriore ordinanza – ingiunzione, anch’esse relative alla festa in cui si è piantato un albero definito ‘della Libertà’”: spiegano i Verdi.

“La comunicazione di notizia di reato alla Procura, trasmessa quasi 2 mesi dopo il fatto contestato conteneva affermazioni del tutto prive di fondamento e riscontro in quanto si sosteneva che “era stato messo a dimora un “pero da fiore”, secondo le informazioni del tipo ricevute verbalmente dal Servizio Verde del Comune di Forlì, senza l’autorizzazione da parte della Soprintendenza,  senza (rispettare) la prescrizione di ripiantumazione di una essenza arborea autoctona”. Per formulare  l’accusa di violazione del codice dei Beni Culturali si ometteva di citare il definitivo parere della Soprintendenza, anch’esse ben noto e presente fra le carte del Comune,  che autorizzava proprio quel tipo di albero. Dalle foto apparse su FaceBook e sui giornali erano stati identificati chissà perchè solamente Turroni, Senzani e Pardolesi benché vi comparissero altri esponenti ben noti del Comitato tra i quali, come risultava dalla lettera, figuravano addirittura 2 consiglieri comunali. Per comminare la  sanzione amministrativa invece si interpretavano in modo assai fantasioso le norme del regolamento del verde attribuendo alle parole contenute nei diversi articoli significati addirttura diversi da quelli  della lingua italiana, che è costituita da parole assai chiare e precise il cui significato deriva dalla loro etimologia e il cui esatto e preciso significato è fondamentale per la formulazione di leggi e regolamenti e per la loro corretta applicazione e interpretazione”: continua la versione dei Verdi.

tribunale forlì

“Nonostante quanto stabilito da parte del Gip che nell’udienza  del 20 ottobre 2016 dopo avere osservato che “ nei fatti come ricostruibili in base alla documentazione acquisita emerge l’insussistenza del reato di cui alla iscrizione giacchè dal combinato disposto delle autorizzazioni della Soprintendenza  competente 5/12/2013 e 26/1/2015, si evince che l’aver messo a dimora nella aiuola di Corso Diaz “un pero da fiore” non contrastava con l’autorizzazione paesaggistica ricevuta e poi integrata tramite modificazioni dalla competente Soprintendenza” reputando “ pienamente condivisibile la richiesta effettuata da Turroni Sauro nell’atto di opposizione, per le motivazioni ivi espresse che qui debbono intendersi richiamate, nonché per le ragioni ulteriori fin qui esposte… ha disposto “l’archiviazione del procedimento con la formula perché il fatto non sussiste per tutti gli indagati e ordina la restituzione degli atti al PM”. Ma il Comune , impegnando intere giornate di lavoro dei suoi funzionari tra richieste di pareri e stesura delle chilometriche motivazioni di rigetto della richiesta di annullamento in autotutela della sanzione amministrativa ha emanato una nuova ordinanza – ingiunzione. La nuova ordinanza è stata immediatamente impugnata di fronte al Giudice di Pace ma il comportamento messo in atto dal Comune ha consentito di valutare meglio quanto verificatosi in precedenza”: spiegano i Verdi.  

“Difficile se non impossibile credere che si possa essere trattato di soli errori o dimenticanze, stante la attenzione che la questione riguardante gli alberi di Corso Diaz aveva suscitato nella cittadinanza e negli organi di informazione soprattutto perché il reato che veniva ascritto rivestiva una particolare gravità per persone da sempre impegnate proprio nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali. Tali circostanze avrebbero dovuto addirittura richiedere una estrema cura nelle indagini e nella raccolta degli elementi di prova, così come la comminazione di sanzioni amministrative ancorchè di modesta entità avrebbero richiesto da parte di una pubblica Amministrazione il rispetto rigoroso delle disposizioni che essa stessa si è data e non di una loro libera interpretazione. Poichè ciò non pare essersi verificato l’unica risposta possibile a tanto accanimento sono state quindi esposto alla Procura depositato sabato e il ricorso al Giudice di Pace depositato il 25 giugno.  Ed è all’ esame dei legali una citazione in sede civile per i danni economici e morali subiti in tutto questo tempo”: concludono i Verdi

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