Forlì, al San Domenico mostra su Dante: 200 opere, anche Pontormo e Michelangelo

0
167

(Sesto Potere) – Forlì – 9 luglio 2020 – Presentata oggi l’esposizione “Dante. La visione dell’arte”, realizzata da Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, e che si terrà dal 12 marzo al 4 luglio 2021. Una grande mostra sul sommo poeta Dante Alighieri nei suggestivi spazi dei Musei di San Domenico di Forlì, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali per l’anno 2021, nell’ambito delle celebrazioni nazionali dei settecento anni dalla morte.

L’ingresso del San Domenico

Simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di civiltà che essa rappresenta, dopo questo momento difficile dettato dal lockdown, la mostra è frutto di un sodalizio di lunga data tra la Fondazione romagnola e le Gallerie degli Uffizi. L’annuncio oggi a Firenze alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del presidente della Regione Toscana,  Dario Nardella, dei sindaci di Ravenna, Michele De Pascale e di Forlì, Gian Luca Zattini, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, Roberto Pinza e di Gianfranco Brunelli, curatore grandi mostre della cassa di Risparmio di Forlì. 

Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. I curatori della mostra sono il professor Antonio Paolucci e il professor Fernando Mazzocca.

Dante di Andrea del Castagno

 La mostra

La scelta di Forlì, come scenario dell’esposizione, è parte di una strategia complessiva di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Emilia-Romagna e Toscana. Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, rimanendo per oltre un anno presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città.

La qualità ben nota delle grandi mostre forlivesi al San Domenico – questa è la sedicesima – testimonia una passione profonda per l’arte e un approccio di ampio respiro ai temi trattati. In questa occasione le Gallerie degli Uffizi  concederanno in prestito molte loro opere, tra le quali alcuni celebri capolavori dalle loro collezioni: il ritratto dell’Alighieri e quello di Farinata degli Uberti di Andrea del Castagno, di solito non visibili in Galleria poiché si trovano negli spazi della chiesa di San Pier Scheraggio, inclusa nell’edificio degli Uffizi ma non accessibile al pubblico: proprio in quello spazio si riuniva il Consiglio di cui faceva parte anche Dante. Nell’esposizione forlivese si vedrà anche un altro ritratto di Dante, in questo caso dipinto da Cristofano dell’Altissimo per la serie commissionata da Cosimo I de’ Medici dedicata agli uomini illustri. Ci sarà la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre di Pontormo e persino un sublime disegno di Michelangelo che ritrae un dannato nell’Inferno della Divina Commedia, oltre a una scelta di pregiatissimi disegni di Federico Zuccari per l’edizione cinquentesca illustrata del testo.

E poi i personaggi: un busto marmoreo di Virgilio, realizzato dallo scultore settecentesco Carlo Albacini, e una delle più recenti acquisizioni delle Gallerie degli Uffizi, la tela ottocentesca del protoromantico toscano Nicola Monti intitolata ‘Francesca da Rimini all’Inferno’.

La cacciata di Jacopo Pontormo

Numerose le opere d’arte prestate da musei di tutto il mondo.

La mostra “Dante. La visione dell’arte”, più di 200 opere in esposizione, intende dunque essere un momento di riflessione complessivo sulla figura del poeta, simbolo dell’Italia, e sul suo immenso lascito: in un rispecchiamento unico tra linguaggio dell’arte e figura letteraria.

Il commento

“E’ un evento eccezionale, sia per la qualità delle realtà culturali coinvolte in entrambi i territori, sia per l’importanza dell’omaggio celebrativo al sommo Poeta, che ha segnato la storia della letteratura italiana e non solo, in un affresco senza tempo della vita, che ancora oggi ci parla e ci illustra le debolezze e le virtù del genere umano. E’ una mostra che, grazie al contributo di tutti, sarà in grado di proiettare tutto il territorio dell’Emilia-Romagna in una dimensione internazionale, offrendo l’occasione unica ai turisti di poter cogliere tutti gli aspetti del vissuto del poeta, in un percorso che collega i luoghi simbolici della vita di Dante, da Firenze, città natale, fino a Ravenna, luogo di esilio e sepoltura, passando da Forlì dove visse alcuni anni”: commenta il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonnaccini.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here