(Sesto Potere) – Forlì – 26 gennaio 2022 – Forlì celebra in queste ore – ieri: il primo intervento in Corso Garibaldi alla presenza delle autorità civili e religiose – la memoria delle vittime delle deportazioni ebraiche con la posa di 12 “Pietre di inciampo” davanti ad abitazioni, negozi o luoghi – oggi la sistemazione: in corso della Repubblica, in via Regnoli, in via Bruni (vedi foto qui nell’articolo) e in piazzetta Don Pietro Garbin, nel Quartiere Schiavonia San Biagio – in cui le persone furono materialmente fatte prigioniere e deportate per essere uccise nell’orrore dei lager della Shoah.

Un’iniziativa – che coincide con il programma locale del Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto – lanciata nel 2020 dagli studenti del Liceo scientifico di Forlì “Fulcieri Paulucci de Calboli” e condiviso dall’ Amministrazione comunale che ne condivide la portata simbolica e il monito per le future generazioni.

Nel 2021 il progetto è stato approfondito e sono state assunte le necessarie informazioni per ottenere i requisiti idonei ad essere parte del percorso internazionale ed è stata condivisa l’iniziativa con il Rabbino di Ferrara e delle Romagna Luciano Caro, con l’Ufficio Scolastico Provinciale, con la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, con l’ANPI ed i familiari delle vittime.

Obiettivo della “Pietra d’Inciampo” è quello di essere un inciampo emotivo e mentale, non fisico, per mantenere viva la memoria delle vittime dell’ideologia nazi-fascista nei luoghi simbolo della vita quotidiana, invitando chi passa a riflettere su quanto accaduto a persone in quel luogo e in quella data, per non dimenticare.