Fondi governo per ripartenza anti-Covid nelle scuole. Bevilacqua (Ugl): “Emilia-Romagna penalizzata”

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tullia bevilacqua

(Sesto Potere) – Bologna – 11 agosto 2020 – “Nel decreto interministeriale con la ripartizione tra gli Uffici Scolastici Regionali delle risorse da destinare alle misure per la ripresa dell’attività didattica nell’anno scolastico 2020/2021, prevista la presenza degli alunni e nel rispetto delle misure di contenimento del Covid19, il governo ha privilegiato oggettivamente il Sud Italia rispetto al resto del Paese e al Nord, l’Emilia-Romagna non è certo tra le più avvantaggiate”: a sollevare il caso è Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato confederale Ugl.

Nel totale del budget per il 2020-2021 svettano: la Campania (con 114.682.916,11 euro), il Lazio (92.123.366,78 euro), la Sicilia (83.035.921,71 euro), la Calabria (79.275.047,92 euro) e la Puglia (79.162.021,77 euro). E al Nord prima dell’Emilia-Romagna (con 79.162.021,77 euro) viene la Lombardia (a cui sono destinati 97.901.736,10 euro).

“Il budget è stato stanziato dal ministero dell’Istruzione di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze, segno che il governo ha fatto una doppia valutazione: non soltanto calcolando il fabbisogno delle istituzioni scolastiche regionali, ma anche allineando la spesa su base macro territoriale, oggettivamente: più soldi al Sud e meno al Nord. Una scelta anche politica, dunque? Del resto non è casuale il fatto che a settembre si voti in Puglia per il rinnovo dell’assemblea regionale e in molti Comuni capoluogo di Calabria e Sicilia. Immaginiamo che l’alleanza di governo Pd-M5S debba rispondere alle aspettative del proprio elettorato”: spiega Tullia Bevilacqua.

studenti in classe

“Ma quello che più sorprende è che si parla di fondi che dovrebbero consentire la ripartenza – con personale docente e collaboratori, logistica aggiornata e nuove aule – delle lezioni scolastiche dopo la fase critica della pandemia da Coronavirus. Dunque, ci si aspettava lo stanziamento di maggiori risorse alle Regioni più colpite dal Covid19, e tra queste doveva esserci ovviamente l’Emilia-Romagna, che con Lombardia e Veneto ha pagato un costo in vite umane ed emergenza nelle strutture sanitarie più alto rispetto alle altre aree del Paese. Così non è stato e, all’atto pratico, questo decreto interministeriale varato dal governo per stabilire risorse aggiuntive anti-Covid nel settore scolastico si tradurrà in Emilia-Romagna, all’atto pratico, per quanto riguarda la forza lavoro, in poco più di duemila nuovi posti tra personale Ata e insegnanti da ridistribuire nelle nove province della nostra regione, unità che non ristorano l’endemica carenza di organico che come sindacato denunciamo da anni”: conclude il segretario regionale Emilia-Romagna del sindacato confederale Ugl, Tullia Bevilacqua, che sollecita una valutazione del caso al governatore Bonaccini a cui demanda un intervento anche nel suo ruolo istituzionale di presidente della conferenza delle Regioni italiane.

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