(Sesto Potere) – Imola – 21 settembre 2021 – Mercoledì 6 ottobre 2021 alle ore 21, nella sala della Fondazione Gottarelli, Via C. Sforza 13 ad Imola si terrà una conferenza dedicata a Raffaello Sanzio a cura del Prof. Pietro Lenzini dal titolo “Raffaello nelle Stanze Vaticane”,per celebrare i 500 anni dalla morte del grande artista urbinate, genio del Rinascimento italiano.

Gli affreschi delle Stanze Vaticane, di cui si parlerà nella conversazione con Pietro Lenzini, furono realizzati dal Sanzio negli anni 1509-1514, e costituiscono uno dei vertici dell’arte rinascimentale e consacrano Raffaello quale massimo interprete di un umanesimo che fu un grande movimento di rinnovamento culturale.

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Il complesso programma figurativo, indicato da dotti teologi della curia romana è espresso magistralmente dall’urbinate anche con l’apporto della lezione di Bramante e di Michelangelo. Dimensione storica e presenza contemporanea sono intrecciate in una unità di spazio prospettico vibrante e dagli accenti teatrali.

Raffaello Sanzio nasce ad Urbino il 6 aprile 1483. Suo padre, Giovanni Santi, è un modesto pittore alla corte dei Montefeltro, da lui apprese i fondamenti della pittura e in seguito li approfondì nella bottega del Perugino. Nel 1491 muore la madre Màgia ed il padre, poco tempo dopo, si risposa. Il 1° agosto 1494 muore anche il padre. Rimasto orfano a soli undici anni, Raffaello viene affidato allo zio sacerdote, Bartolomeo, ma in maniera più profonda Raffaello fu adottato dall’arte. Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come la “Crocifissione Gavari” (esposta alla National Gallery di Londra) e al celebre Sposalizio della Vegine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano. Il soggiorno a Firenze e l’incontro con Leonardo e Michelangelo fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura. Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, in particolare La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti. Nel 1508 Raffaello fu chiamato a Roma da papa Giulio II, che gli commissionò la decorazione ad affresco di quattro stanze in Vaticano. Nel periodo romano pur lavorando anche per altri mecenati, rimane prevalentemente al servizio del papa Giulio II e del suo successore Leone X, diventando l’artista più ricercato di Roma. Questo periodo ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane. Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.

Fondazione Gottarelli

La Trasfigurazione rappresentò la sintesi poetica e artistica dell’urbinate, che morì senza completarla il 6 aprile 1520 lo stesso giorno in cui era nato. È stato sepolto, come aveva chiesto, nel Pantheon di Roma e Pietro Bembo gli dedicò il seguente epitaffio: «Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori» (qui giace Raffaello da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire).

Ingresso libero con prenotazione dei posti
Per informazione e prenotazione
Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli
Via C. Caterina Sforza, 13 – Imola
Tel. 0542.24487; 339.4767555
Email: info@fondazionetoninogottarelli.com
Sito: www.fondazionetoninogottarelli.com