(Sesto Potere) – Forlì – 4 novembre 2022 – È stato approvato nella giornata di venerdì 28 ottobre 2022, da parte del Consiglio Generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, il Documento Programmatico Previsionale per il 2023, ovvero lo strumento che dà attuazione alle strategie generali ed alle priorità individuate nei piani pluriennali delineando il programma di attività della Fondazione per il prossimo anno.

“Il 2023 – ha ricordato il Presidente Maurizio Gardini (nella foto in alto) – è l’ultimo anno di attuazione del Programma Pluriennale di Attività per il triennio 2021-2023, per cui il Documento tiene nel contempo conto degli indirizzi espressi da Documento Pluriennale e delle indicazioni dell’attuale Consiglio generale, frutto di una approfondita attività di ascolto e di confronto con la comunità”.

Come da prassi consolidata la Fondazione ha infatti effettuato numerosi momenti di ascolto con gli attori sociali, momenti imprescindibili per condividere gli obiettivi e conseguire i risultati più efficaci possibili. Nel solo mese di settembre si sono tenuti 15 incontri cui hanno preso parte 140 persone in rappresentanza di oltre 90 enti che operano nel territorio di riferimento.

“Dopo due anni di pandemia – ha osservato il Presidente Maurizio Gardini – ci troviamo ora ad affrontare la minaccia di un ulteriore escalation del conflitto in Ucraina. In questo scenario di grande incertezza, rimane fondamentale per la Fondazione mantenere flessibilità di azione e capacità di adattamento, attraverso interventi diretti ma anche collaborazioni e co-progettazioni, consolidate e innovative, cercando sempre di non sostituire le progettazioni esistenti, né tantomeno di replicare esperienze già attivate sul territorio.

sede Fondazione Carisp Forlì

Nell’ottica poi di realizzare una programmazione in grado di cogliere le sfide globali che la contemporaneità impone, anche per il 2023 il Documento è stato realizzato avendo come riferimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati nell’Agenda ONU 2030. Grazie a questa nuova chiave di lettura è stata rivista la nostra azione nella comunità, proponendola non soltanto come un soggetto erogatore di risorse ma anche come attivatore di energie e progettualità”.

Tra i risultati più significativi dell’azione “catalizzatrice” svolta sul territorio dalla Fondazione merita di essere ricordato il riconoscimento dell’Area “Appennino Forlivese e Cesenate” all’interno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), avvenuto a metà di quest’anno, che ha riguardato 9 Comuni per i quali la metodologia place based della SNAI – mirata a valorizzare le risorse naturali e culturali locali creando nuovi circuiti occupazionali – sarà cruciale.

“Per conseguire tali obiettivi – ha specificato il Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gardini – non abbiamo esitato a modificare l’edizione 2021-2022 del Bando Distretto, introducendo alcuni strumenti finalizzati a potenziare le capacità delle Amministrazioni comunali in termini di elaborazione progettuale e di ricerca di ulteriori risorse a livello regionale, nazionale ed europeo”.

Un ulteriore tema di costante riflessione per la Fondazione è quello della rigenerazione urbana. Nel 2022 è stata inaugurata “Casa Universaal”, progetto di social housing che ha visto la realizzazione di 53 alloggi che potranno avere un significativo impatto non solo sul benessere delle famiglie ospiti ma anche sulla qualità del centro storico.

“Una delle possibili iniziative future in tal senso – ha anticipato ancora il Presidente – insieme a quella dell’Hotel della Città, potrebbe riguardare il recupero dell’area ex Eridania: si tratta di un progetto ambizioso, perché l’area – che si estende su circa 16 ettari – potrebbe diventare il secondo parco cittadino ed ospitare strutture sportive per disabili”.

Il Documento programmatico prevede poi la conferma delle iniziative che hanno inciso più profondamente sul “volto” della città di Forlì, come le Grandi Mostre nel periodo primaverile, le mostre fotografiche autunnali e il Festival del Buon Vivere, cui si conta di affiancare un nuovo progetto di respiro nazionale volto al riordino e alla digitalizzazione degli Archivi cittadini del Novecento.

Analogamente, per quanto attiene altri ambiti, come quella del trasferimento tecnologico, la Fondazione rinnoverà il suo impegno per la valorizzazione del Polo Tecnologico Aeronautico Spaziale. “A gennaio – ha ricordato il Presidente – è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa ed è in corso di costituzione un nuovo soggetto giuridico dedicato, così come sta prendendo forma un importante hub locale anche per il mondo della nautica, rispetto al quale prosegue anche il confronto con l’Ateneo di Bologna”.

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì guarda però alla formazione delle nuove generazioni a tutti i livelli, dalla prima infanzia, rivolgendosi alla qualità inclusiva del sistema scolastico primario e secondario, sino alla formazione post-universitaria. In tal senso si ricorda come l’obiettivo fondamentale del Corso di Laurea in Medicina, giunto già al terzo anno, rimane quello di creare un polo clinico-assistenziale romagnolo che rafforzi le eccellenze già esistenti.

Ma l’impegno per la Fondazione non si esaurirà a livello locale: “La fondazione – ha infatti spiegato il presidente Gardini – ha aderito al Fondo per la Repubblica Digitale, istituito dal Governo nel 2022 nell’ambito del PNRR e del Piano Nazionale Complementare, per fronteggiare la grave carenza nelle competenze digitali di base del nostro paese”.

Maurizio Gardini

Sempre nell’ambito degli investimenti sul piano nazionale il Presidente ha comunicato la sottoscrizione dell’aumento di capitale di MPS per un milione di euro in linea con quanto deliberato da altre nove Fondazioni italiane.

Rispetto ancora al Terzo Settore, la Fondazione Carisp conferma anche nel DPP 2023 l’impegno a sostenere il suo consolidamento ed ulteriore sviluppo non solo attraverso la riqualificazione degli spazi e delle attrezzature ma anche promuovendo forme di aiuto economico quali “fondi di garanzia” ad hoc, da utilizzare per fronteggiare i costi essenziali di esercizio e consentire così loro di concentrare le proprie energie sulle attività istituzionali.

Saranno del pari ovviamente confermati gli interventi concernenti il Welfare di Comunità per contrastare la povertà in tutte le sue forme e promuovere l’autonomia delle persone diversamente abili e degli anziani.

Una ulteriore tassello di questa progettualità sul territorio sarà costituito dalla realizzazione della Casa di Comunità di Forlì, che rappresenterà l’inizio di un nuovo modo di offrire risposte articolate e multisettoriali ai bisogni sanitari e sociali dei cittadini”.

Per quanto riguarda infine l’aspetto finanziario – è quindi intervenuto il Segretario Generale della Fondazione Andrea Severi – “la possibilità di garantire piena continuità all’attività istituzionale è una diretta conseguenza dell’attenta politica di salvaguardia del patrimonio dalle oscillazioni dei mercati: il livello di sostenibilità di lungo termine delle erogazioni con fondi propri è stato fissato a partire dal 2017 in € 9-9,5 milioni annui (più gli effetti della riduzione dell’imposizione fiscale dal 2020, pari a circa € 1,5 milioni”.

Il Segretario Generale Severi ha infine ricordato come sia essenziale per l’azione della Fondazione il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli stakeholders, e quindi – oltre che degli Amministratori e della struttura – “di tutti i partner pubblici e privati, con e grazie ai quali si possono concretizzare tutti quei progetti che rendono possibile la funzione di responsabilità e sussidiarietà che la Fondazione intende svolgere a favore dell’intera comunità”.

“Nella piena coscienza delle difficoltà cui il territorio è andato incontro negli ultimi due anni e delle criticità che dovrà ancora affrontare nell’anno a venire – ha concluso il Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gardini – con questo Documento Programmatico la Fondazione ha quindi inteso non solo consolidare il proprio intervento a sostegno della città e del territorio ma anche innovarlo per quantità e qualità prestando una crescente attenzione alle persone ed alle aggregazioni che rivelano una maggior fragilità perché davvero, nella nostra comunità, nessuno sia lasciato indietro”.