(Sesto Potere) – Asti – 26 aprile 2022 – Si è arricchita di un ulteriore capitolo la vicenda giudiziaria che nel mese di maggio 2021 aveva visto – all’esito di una prima fase dell’operazione “Icaro” – i finanzieri astigiani, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, procedere presso varie località del territorio nazionale al sequestro preventivo, disposto dal GIP del Tribunale di Asti e finalizzato alla confisca di 17 aeromobili per un controvalore complessivo pari a 10 milioni di euro per il reato di contrabbando doganale.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Asti, avevano portato alla luce l’esistenza di una struttura che organizzava e gestiva le pratiche funzionali al conferimento in trust di diritto statunitense di aeromobili e così agendo avrebbe sottratto, in concorso coi singoli beneficiari-utilizzatori, 17 velivoli immatricolati presso il registro aeronautico della F.A.A. (Federal Aviation Administration) al pagamento allo Stato dei diritti di confine per circa 2,5 milioni di €.

Gli aeromobili venivano dissequestrati nel giugno del 2021 a seguito di accoglimento da parte del Tribunale del Riesame del ricorso proposto dalle difese degli indagati.

Tuttavia, nel gennaio del 2022 la suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Asti, riconosceva, in sostanza, che sussisteva il fumus del reato di contrabbando e perciò rimetteva la questione al Tribunale del Riesame di Asti.

Qualche giorno fa, il Tribunale di Asti confermava l’originario decreto di sequestro preventivo emesso nel 2021 dal G.I.P. e la Guardia di Finanza di Asti provvedeva ad apporre nuovamente il vincolo cautelare sui velivoli oggetto del presunto contrabbando.

L’operazione dei i sequestri è stata avviata il 22 aprile dai militari del Comando Provinciale di Asti (che ha operato in collaborazione con altri Reparti del Corpo di Bolzano, Foligno (PG) , Vittoria (RG) e Terni) ed ha interessato le province di Genova, Milano, Bolzano, Cremona, Padova, Massa Carrara, Terni, Perugia e Ragusa ed anche il territorio emiliano-romagnolo di Ravenna e Reggio Emilia